Benvenuto su Tartarugando, il forum tematico specializzato nell'allevamento di tartarughe e di altri rettili.
REGISTRATI per entrare a far parte della nostra community! Ti aspettiamo!
  • Testudo graeca ibera

    Secondo le ultime revisioni tassonomiche, il genere Testudo comprende 17 sottospecie, una di queste è Testudo graeca ibera, conosciuta anche come Tartaruga Euroasiatica. Il nome “ibera” si riferisce all’Iberia Caucasica ed era la denominazione usata dagli antichi Greci e dai Romani per indicare quella che oggi è la parte orientale e meridionale della Georgia.





    Classificazione

    Regno: Animalia
    Phylum: Chordata
    Classe: Reptilia
    Ordine: Chelonia o Testudines
    Sottordine: Cryptodira
    Famiglia: Testudinidae
    Genere: Testudo
    Specie: T. graeca
    Sottospecie: T. graeca ibera


    Areale

    Testudo graeca ibera è distribuita in una larga regione che si estende dal sud-est della penisola Balcanica attraverso l’Asia Minore e nel Caucaso. E’ diffusa nella Grecia nord orientale, in Bulgaria, in Romania, in Turchia, in Iraq e in Iran. La si può incontrare anche in Kazakistan ed in Israele. In Italia la si può trovare in alcune zone della Liguria, della Toscana e del Lazio, esemplari scappati per la maggior parte delle volte da allevamenti.
    Si sono ritrovati individui di questa sottospecie dalle pianure costiere fino ad altitudini di 1300 metri in Bulgaria e addirittura fino a 1700-2000 metri sul livello del mare nella Turchia orientale nei pressi del lago di Van.
    Testudo graeca ibera vive in simpatria con Testudo hermanni boettgeri in Grecia, in Bulgaria ed in Turchia, con Testudo horsfieldii in Kazakistan e con Testudo kleinmanni in Israele.
    Occupa svariati ambienti come gariga, dune sabbiose, altopiani rocciosi, campi coltivati e pre-deserti. Per lo più ambienti aridi o poco umidi.



    Areale Testudo graeca ibera


    Morfologia

    Fa parte del gruppo Nordafricano delle Testudo graeca ed è la seconda specie più grande del genere Testudo riuscendo a raggiungere misure fra i 25 e i 35 cm. Il record più spettacolare si ha dalla Bulgaria dove è stato documentato un individuo di 38,9 cm del peso di quasi 6 kg.
    Dato l’enorme areale si ha una varietà morfologica elevatissima nei vari esemplari di zone diverse.
    Testudo graeca ibera può assumere colorazioni molto variabili, alcuni esemplari sono quasi completamente neri, mentre altri sono più chiari con toni marroncini o ocra. La colorazione dei piccoli appena nati o di esemplari giovani è comunque sempre più chiara di quella di individui più vecchi e ricorda la colorazione delle Testudo graeca graeca della Spagna meridionale.
    Il carapace ha gli scuti bordati di nero sui tre lati tranne che alla base e con una macchia scura al centro; la colorazione di fondo varia da quella di esemplari molto chiari, gialli, tranne che per i bordi neri degli scuti e per la macchia centrale, a quella di esemplari molto scuri, nei quali l’unica macchia gialla è data dal bordo non scuro degli scuti.
    Gli esemplari che vivono in habitat di montagna tendono ad essere più melanistici di quelli che vivono in habitat costieri, ad altitudini più basse e quindi più caldi.
    Con la crescita il carapace assume una forma più ovale ed allungata e si sviluppa uno svasamento degli scuti marginali posteriori, simile al gonnellino caratteristico delle Testudo marginata. In esemplari molto vecchi questo svasamento si è notato anche negli scuti marginali anteriori.
    In ibera il piastrone presenta macchie nere su fondo chiaro, sparse casualmente che a volte arrivano a coprire tutto il piastrone oscurando il fondo chiaro.
    La testa è solitamente di colorazione grigia o nera e senza macchie di altro colore.
    Sono presenti i due classici speroni cornei sui lati posteriori delle cosce (sono comunque più grandi di quelli delle altre Testudo graeca ed a volte con la punta ricurva dovuta alla grande crescita) ed è assente l’astuccio corneo all’apice della coda.
    Caratteri distintivi di Testudo graeca ibera rispetto ad una graeca nordafricana sono la presenza nella prima placca vertebrale di contorni più dritti e le suture fra le placche femorali ed addominali del piastrone sono quasi rettilinee.




    Dimorfismo sessuale

    I maschi sono più piccoli delle femmine ed hanno una grossa coda allungata con una base larga e l’apertura cloacale al di fuori dei margini del carapace. Questo si presenta più allungato di quello delle femmine che appare più bombato.


    Alimentazione

    Testudo graeca ibera è vegetariana. La sua dieta è composta da fibre, vitamine, minerali, proteine e acqua che possono essere fatte assumere all’animale tramite la somministrazione di erbe spontanee, verdure e una volta al mese frutta e ortaggi. La dieta dovrebbe essere composta in percentuale da un 90% di vegetali ed il restante 10% da frutta ed ortaggi.
    Il miglior modo di alimentare il proprio animale è lasciarlo libero di pascolare in un giardino dove crescono erbe selvatiche, farà tutto da solo.
    Una corretta alimentazione è fondamentale per la crescita corretta dell’animale, per non andare incontro a problemi di piramidalizzazione degli scuti e ad altre gravi patologie degli organi interni.


    Allevamento

    E’ tra le specie più allevate in cattività in Italia data la facilità di adattamento al nostro clima, dovuta al fatto di provenire da zone caratterizzate da stagioni nette con forti escursioni termiche.
    E’ sconsigliato l’allevamento in terrario, essendo animali molto attivi, soprattutto durante il periodo dell’accoppiamento. Si consiglia quindi l’allevamento in giardino, in ampi e robusti recinti che non ne consentano la fuga. Maschi e femmine dovrebbero essere tenuti in rapporto di uno a tre, in quanto i maschi sono molto territoriali e violenti tra di essi. Un maschio sottomesso da un altro potrebbe essere stressato a tal punto da arrivare a non alimentarsi, a non termoregolarsi bene e a perdere l’istinto all’accoppiamento.
    E’ importante far si che siano presenti diverse aree nel recinto in maniera tale da lasciare possibilità di scelta all’animale, ad esempio piante, zone ombrose, nascondigli, rifugi e zone che consentano a questi animali di poter trascorrere un importantissimo per la loro salute periodo di letargo, nel periodo che va da novembre a marzo.
    Sono animali che non sopportano livelli molto alti di umidità ed è quindi importante fornire zone con substrato permeabile e senza vegetazione, molti allevatori consigliano di creare delle collinette di sabbia che non trattenendo acqua rimangono asciutte.




    Accoppiamento e riproduzione

    Con l’arrivo della primavera e con l’aumento delle temperature gli animali abbandonano i nascondigli dove hanno passato il letargo e vanno in cerca di un compagno per accoppiarsi. Una seconda fase di accoppiamento si ha in autunno, prima del letargo.
    Durante l’accoppiamento i maschi sono molto aggressivi con le femmine e per evitare che possano provocargli gravi ferite è meglio separarli e rimetterli insieme per brevi periodi.
    Nel periodo da inizio aprile a fine giugno le femmine depongono due-tre volte dalle 5 alle 8 uova. Queste possono essere lasciate in terra o messe in una incubatrice. Ad una temperatura costante di 28°-30°C e con una umidità di almeno il 70% le uova si schiuderanno in circa 60-80 giorni.




    Cura dei piccoli

    Gli esemplari neonati, dopo l’assorbimento del sacco vitellino e la “chiusura” del piastrone, possono essere trasferiti in un terrario all’aperto opportunamente costruito per loro. E’ molto importante che tale terrario sia protetto da predatori quali topi e volatili, ad esempio con una rete metallica a maglie strette, che garantisca protezione da attacchi dal basso e dall’alto.
    Particolare attenzione va dedicata alla predisposizione del terrario in cui i piccoli vivranno, evitando i pericoli a cui i soggetti giovani sono più esposti (ribaltamento, annegamento nel sottovaso con l’acqua) e garantendo il giusto tasso di umidità, l’esposizione ai raggi solari, la disponibilità di zone d’ombra e rifugi.


    Legislazione

    Testudo graeca ibera è inserita in Red List, come tutti i rettili del genere Testudo; è protetta dalla Convenzione di Berna allegato II, inclusa nella CITES appendice II e in allegato A del Regolamento dell'Unione Europea 1332/2005, per cui è assolutamente vietato il prelievo in natura e regolamentato l'allevamento e il commercio degli esemplari in cattività.