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  • Sauromalus ater

    I Sauromalus ater hanno dimensioni variabili tra i 30cm e i 40cm circa a seconda della locality. Si trovano in natura in California, Nevada, Utah, Messico. Specie dal corpo grosso, appiattito dorso-ventralmente, sono in grado di “gonfiarsi” in caso di pericolo così da incastrarsi tra le rocce.



    Coda ben sviluppata, testa più imponente nel maschio.
    Vivono in zone con clima desertico o semi desertico caratterizzato da rocce, pietre e cacti. Non mancano aree sabbiose sfruttate dalle femmine per la deposizione. Forte escursione termica giornaliera.
    Maschi molto territoriali, stabiliscono territori dove le femmine e i piccoli sono tollerati ma non gli altri maschi adulti.
    Il territorio è di grandezza inversamente proporzionale alla densità demografica dell’area.
    Le femmine tendono ad essere più solitarie allontanandosi poco dalla loro tana e disponendo di un territorio di dimensioni diverse a seconda della presenza in esso di alcune piante preferite:
    Cercidium micriphyllum, Spaeralcea ambigua,
    Trixis californica, Viguiera deltoidea, Fouquierua splendens, Hyptis emoryi, Lycium sp.
    Non sono invece gradite piante tra le più presenti in zona (Ambrosia deltoidea, Encelia farinosa etc), cosa che sottolinea la selettività di questi animali.

    Dimorfismo:
    per quanto riguarda gli esemplari adulti i caratteri sessuali secondari sono molto accentuati.



    Testa imponente e soprattutto pori femorali ben sviluppati nel maschio. Ancor più semplice per quanto riguarda le localities (colorazioni tipiche nel solo maschio).
    Per i piccoli si iniziano a notare i pori femorali intorno ai 4-7 mesi, difficile il sessaggio prima ma non impossibile ad un occhio ben allenato.

    Carattere:
    Sono animali interattivi e curiosi, per nulla timidi.
    I maschi sono fortemente territoriali nei confronti di altri maschi adulti ma tollerano tranquillamente altre specie, femmine e piccoli.
    Senza entrare nel tema di allevamento di più specie porto però l’esperienza di alcuni zoo in cui i chuck sono allevati insieme a petrosauri (ad es. Zoo di Francoforte), gambelia, crotaphytus.



    Per ragioni diverse anche i nostri hanno dovuto per breve tempo convivere con gambelia e crotaphytus senza alcun problema.
    La coabitazione con altri chuck maschi adulti è invece sconsigliata anche nel caso di terrari di notevoli dimensioni, sono riportate lesioni gravi (fratture e decessi) a causa delle lotte continue e comunque un forte fattore di stress nei maschi non dominanti.

    Terrario:
    Per una coppia le misure devono essere almeno di 120x60hx60
    E’ necessario fornire almeno un paio di tane, meglio se una in zona calda e una in zona fredda.
    In cattività tendono a formare una coppia, ma non sempre, nel secondo caso è necessario fornire dei ricoveri che possano essere utilizzati singolarmente dagli animali presenti in terrario.
    I chuck sono ottimi arrampicatori, la cosa migliore è fornire uno sfondo 3D che possano utilizzare.
    Per il substrato vanno benissimo il litaspen e la sabbia di fiume, ottima la crusca di avena.
    Rami e rocce migliorano sensibilmente il benessere.
    Basking spot a 50°C almeno (meglio se più alto, per i nostri raggiunge i 60°-65°C).
    L’utilizzo di Bright Sun e Solar Raptor è consigliabile.
    Sono animali fortemente fototropici, è indispensabile mettere a disposizione dei tubi fluorescenti, meglio se con componente UVB.
    14 ore di luce nel periodo estivo.
    Delle grosse prese d’aria favoriranno il giusto ricambio d’aria (meglio se chiudibili nella stagione fredda per evitare una dispersione di calore).

    Bruma:
    Controversa, sono riportate esperienze di animali riproduttivi senza bruma (Riverbanks Zoo, Columbia, South Carolina) con riduzione delle sole ore di luce.
    In natura non si hanno dati riguardo le temperature nelle tane e ci sono report di animali in basking durante i mesi invernali quando la temperatura raggiunge i 20°C.
    In accordo con altri allevatori in cattività si procede come con i S.hispidus con diminuzione delle ore di luce a partire da ottobre/novembre, 1h o 1h e ½ a settimana, arrivando ad un minimo di 4/6 ore per 3 settimane per poi aumentare con la stessa modalità.
    Si può arrivare tranquillamente a temperature notturne tra gli 8°C e i 16°C e diurne poco inferiori ai 20°C. Nel caso i chucks escano dalle loro tane anche in queste condizioni è consigliabile accendere uno spot fornendo una zona di basking.

    Alimentazione:
    In natura i chuck tendono a preferire le piante in precedenza elencate di difficile reperimento in Italia.
    La normale alimentazione per sauri erbivori può andar bene, tenendo conto delle loro preferenze (tendono a digiunare anche parecchi giorni in caso non trovino la verdura apprezzata). In primavera è consigliabile fornire in grande quantità tarassaco (fiori e foglie, particolarmente apprezzati i fiori), vengono graditi anche i fiori di forsizia e topinambur.
    Molto alto in natura anche l’apporto di fibre; in cattività si può fornire alfa alfa o altro fieno eventualmente sbriciolato nella ciotola del cibo.
    Tendono a mangiare in mattinata (consiglio di riempire la ciotola in serata, i vegetali saranno leggermente appassiti la mattina successiva e spesso meglio graditi).
    Non tutti gradiscono un apporto di proteina animale nella dieta, post ovulazione/deposizione abbiamo fornito tarme per reintegrare le energie spese: non tutte le femmine hanno però gradito.
    L’apparato nutritivo dei chuck in ogni caso è in grado di digerire (sembra anche meglio di altri sauri prettamente insettivori) proteine animali, sembra che l’alimentazione vegetariana sia solo una conseguenza evolutiva dovuta alla concorrenza di sauri insettivori più veloci.
    Non è necessario (anzi sconsigliato) fornire acqua, questa è anzi in eccesso nell’alimentazione in cattività (evidenziata dalla produzione di feci umide), in natura sono in grado di immagazzinare l’acqua nei sacchi linfatici e di diminuirne la perdita in periodi secchi.

    Riproduzione:
    L’età riproduttiva viene raggiunta tardi, intorno ai 4 anni.
    7-10 giorni dopo la bruma il maschio inizia con atteggiamenti di headbobbing, aumentandone la frequenza intorno ad aprile quando inizia a corteggiare la femmina seguendola nel terrario e leccando coda e zampe posteriori.



    L’accoppiamento varia dai 3 ai 15 minuti. Se va a buon fine la femmina inizia a mangiare gradualmente meno mentre le uova crescono e dopo 30-35 giorni depone.
    Per la deposizione si consiglia di fornire delle “nesting box” (55cmx40cmx15cm riempite di sabbia con aperture laterali di 12cmx5cm) o delle zone delimitate con rocce di sabbia più profonda.
    Le uova sono di circa 2,2cm x 3,5cm.


    Due uova visibili, il primo indicato dalla freccia, il secondo più caudale

    Incubazione:
    L’incubazione si può fare dai 30°C ai 35°C con una durata inversamente proporzionale alla temperatura di circa 75-110 giorni. Noi consigliamo un’incubatrice umida a 33°C.
    Potrebbero esserci buoni risultati anche con l’incubazione a sospensione.
    I piccoli impiegano fino a 24 ore per uscire dall’uovo, è importante fornire un’alimentazione ad libitum anche se non sembrano essere presenti problemi di gerarchia nei primi mesi.
    L’integrazione con feci di adulti può aiutare la formazione di una flora intestinale adeguata ma non sembra essere necessaria.
    Possono essere allevati in gruppo per parecchio tempo ed eventualmente sistemati con animali adulti (i maschi adulti li tollerano nel loro territorio) anche se non è una pratica consigliabile.
    I colori iniziano a intravedersi intorno ai due anni di età.

    Localities
    Per locality si intende una popolazione di animali separata dalle altre per impedimenti naturali, riconoscibile per la colorazione particolare.
    In natura si riconoscono più localities, tra quelle presenti in cattività ricordiamo:


    • Speckled
    • Granito
    • Red Back
    • Carrot tail
    • Black Back
    • Banded
    • Glenn Canyon


    Con Speckled riconosciamo gli ater “normali”, colorazione girgio bruna con macchie più scure sul dorso.



    I Granito sono presenti in california, caratterizzati da una massa maggiore rispetto agli altri chuck con una colorazione più scura di base con coda e una banda sul dorso (o tutto il dorso) grigio chiaro/bianco.



    I Redback vivono in Arizona, sono conosciute due popolazioni delle quali una con un rosso più scuro e l’altra con un rosso più chiaro tendente all’arancione.
    Corpo nero, coda bianca e dorso rosso.



    I Carrot Tail provengono anch’essi dall’Arizona e sono caratterizzati da un corpo scuro tendente al nero con coda arancione.



    I Black back provengono da Arizona e California, i primi con un corpo nero e coda bianca, i secondi con una nero meno solido e dorso puntinato di bianco.



    I colori tendono a sbiadire a basse temperature evidenziandosi al massimo solo dopo il basking.
    Le colorazioni iniziano ad evidenziarsi solo dal secondo anno di vita e sono caratteristiche dei soli maschi.

    Le femmine sono meno appariscenti ma ancora riconoscibili:

    Granito: femmina chiara di dimensioni maggiori rispetto ad un ater normale (circa le dimensioni di un maschio speckled);
    Red Back: femmina grigia di solito più scura rispetto ad una femmina di speckled;
    Carrot tail: femmina nera.

    Non sappiamo come i colori di diverse localities possano combinarsi, dato l’esiguo numero di animali allevati (almeno in europa) sconsigliamo però l’accoppiamento tra localities differenti.

    Eli e Marco
    fbolzicco and Ric Qua like this.
    Questo articolo era stato originariamente pubblicato nella discussione del forum: hola iniziato da ilPizza Visualizza Messaggio Originale