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  • Illuminazione per rettili

    Per i rettili, la luce solare è vita. I rettili sono letteralmente alimentati dalla luce solare; ogni aspetto delle loro vite è governato dalla loro interazione con la luce solare ed il relativo calore, o con i corrispondenti equivalenti artificiali nel caso siano alloggiati in casa. Un’accurata ed adeguata illuminazione è quindi essenziale per avere un rettile in buona salute in cattività.

    (Articolo originariamente redatto da Frances M. Baines, M.A., VetMB, MRCVS)
    Tradotto da Drakul, con l'aiuto di Marconyse e Leonida89


    Infrarossi ed emissione luminosa

    Lo spettro di luce solare include raggi infrarossi, “luce visibile” (i colori che vediamo negli arcobaleni) e luce ultravioletta, la quale è suddivisa in UVA, UVB e UVC. Le onde luminose a cortissima frequenza provenienti dal sole (UVC e UVB a corto raggio) sono pericolose per la pelle e gli occhi degli animali, e l’atmosfera le blocca. Le onde luce del sole si estendono da circa 290-295 nanometri, ossia il range UVB, fino a più di 5000 nanometri, ossia il range infrarosso a lunga frequenza (riscaldante).

    La luce infrarossa è il calore del sole, ed i rettili durante il basking assorbono tale luce in maniera più che efficiente tramite la loro pelle. Questo spettro di luce è invisibile ad occhio nudo sia agli umani che alla maggior parte dei rettili, mentre alcuni serpenti possono rilevare spettri di frequenza più ampi (sopra i 5000 nanometri) attraverso le fossette sensoriali presenti sul muso. Le lampade riscaldanti di ceramica e tappetini riscaldanti emettono solo infrarossi. Le lampade ad incandescenza invece emettono sia calore e luce. Alcune lampade spot incandescenti rosse sono descritte come “infrarossi” ma anche queste emettono sia infrarossi che luce di colore rosso.

    La luce, inclusa la UVA, è essenziale. Molti rettili hanno una visione dei colori estremamente sviluppata. Gli esseri umani hanno tre tipi di cellule retinali coniche per la visione dei colori ed il cervello combina le informazioni ricevute da queste cellule e le rielabora facendo, facendoci percepire il colore che vediamo. Molti rettili però, hanno un quarto tipo di cellula retinale conica, la quale reagisce alla luce UVA. Questi rettili riescono a percepire un arcobaleno di colori molto più colorato rispetto a quello visto dagli umani, e questo rende la questione dell’illuminazione naturale alquanto complicata. Questa percezione più accurata di colori è particolarmente importante per molti rettili, in quanto gli permette di riconoscere gli altri individui facenti parte della loro specie e persino il cibo.

    Alcuni gechi notturni sono sprovvisti del recettore corrispondente al colore rosso, mentre il recettore del colore verde reagisce alla luce rossa; quindi sono in grado di vederla. Studi hanno dimostrato come alcuni siano in grado di utilizzare i recettori per la visione dei colori in una luce fioca come quella fornita dalla luna. In questo modo, è possibile che le lampade “luce notturna blu” e “ad infrarossi notturna” comunemente commercializzate, le quali hanno una luce di parecchio più luminosa di quella della luna, possano alterare le capacità visive di questi animali nell’oscurità.

    La luce solare inoltre ha effetti non correlate alla semplice visione. Gli occhi dei rettili, e l’occhio parietale (terzo occho) in quelle specie che lo possiedono, trasmettono informazioni a regioni differenti del cervello, in particolare a quelle responsabili del ciclo circadiano (giornaliero) e circannuale (annuale) . Ci sono regioni sensibili alla luce nel cervello dei rettili che reagiscono direttamente al bagliore della luce solare che penetra attraverso il cranio. La durata del giorno e della notte, la posizione del sole nel cielo e l’intensità e l’ammontare di blu nel cielo, sono tutti dati che danno precise informazioni circa il momento della giornata e la stagione. In tutta risposta, un rettile regola i suoi livelli di attività, e comportamenti giornalieri e stagionali, come per esempio il ciclo riproduttivo e le necessità di termoregolazione. Persino le specie notturne si regolano su queste basi, monitorando il giorno e la notte dai loro nascondigli diurni.

    Nessuna lampada artificiale nel mondo può riprodurre lo spettro completo e l’intensità della luce naturale, i suoi impercettibili cambiamenti di colore durante il progredire della giornata, o il movimento del sole nel cielo. Per questi motivi, più il rettile beneficia delle luce naturale, meglio è. “Luce naturale” non sempre significa piena luce solare; un allevatore deve mirare al fornire la luce più adeguata in base alla specie allevata.

    La differenza nell’illuminazione

    Gli esseri umani hanno 3 diversi tipi di recettori per la visione dei colori. Un recettore blu-sensibile ci permette di vedere onde di luce da 400 nanometri (viola) mentre i nostri recettori verde-sensibili e rosso-sensibili reagiscono fino a circa 700 nanometri (rosso).


    (Foto di Frances M. Baines) - Questo terrario con pannelli frontali in melammina da 4 piedi (1,2 metri) di lunghezza per 2 piedi (60 cm) di profondità e 2 piedi (60 cm) di altezza mostra una illuminazione adeguata per i Sauromalus ater (Chuckwalla). La principale area di basking combina una luce PAR38 tipo flood da 80 W in tungsteno ed una Reptile UV Megaray SB ai vapori di mercurio da 100 W. Un’altra lampada tipo flood illumina una seconda area di basking. Quattro tane artificiali forniscono rifugio nelle diverse zone di temperatura.

    La maggior parte dei rettili diurni tuttavia, possiede un quarto tipo di recettore che reagisce con gli UVA. Per esempio, gli occhi della Trachemys [Pseudemys] scripta elegans riesce a distinguere tutti i colori percepibili dall’occhio umano in aggiunta alle frequenze d’onda UVA maggiori (da 350 nanometri) e frequenze infrarosse (al di sopra dei 750 nanometri). Questa maggiore percezione quasi sicuramente aggiunge ulteriori colori all’ “arcobaleno” percepibile dalla tartaruga. Alcuni gechi notturni, come per esempio Hemidactylus turcicus, non possiedono il recettore rosso-sensibile. Sebbene non possano distinguere il rosso dal verde, possono sicuramente percepirlo come fanno le persone daltoniche. I gechi hanno una superba visione dei colori in altri spettri di luce, per esempio possono distinguere le tonalità di blu da quelle di marrone in condizioni di bassa luminosità in cui gli umani non potrebbero fare tale distinzione.

    Luce UVB

    Vi siete mai chiesti perchè i sauri durante il basking si appiattiscono in modo da incrementare la loro superficie, o perchè le tartarughe e le testuggini facciano basking allungando collo e zampe, o perchè i rettili notturni o crepuscolari abbiano una pelle più sottile e traslucida, in modo da rendere più profonda e diffusa la penetrazione della luce? Tutto questo è perché la luce solare ha effetti diretti sulla pelle esposta del rettile.


    (Foto di Frances M. Baines) - Un rettile utilizza le informazioni come intensità/colore della luce, e durata di giorno e notte per regolare i propri comportamenti al susseguirsi delle stagioni

    L’UVB della luce solare ha effetti diretti sul sistema immunitario della pelle e può anche stimolare la produzione di beta endorfine, dando sicuramente ulteriori meriti ai pregi della luce solare diretta. Il range dello spettro luminoso è per lo più conosciuto per il suo ruolo chiave nella sintesi della vitamina D3. Per far ciò, la luce deve contenere raggi UVB in lunghezze d’onda dai 290 ai 315 nanometri. La maggior parte dei vetri e plexyglass bloccano queste onde, ed anche l’atmosfera le blocca parzialmente, quindi il sole dev’essere ben alto nel cielo terso per far sì che un significativo ammontare di raggi UVB siano presenti nella luce solare. In ogni caso, anche a latitudini maggiori, USA e la maggior parte dell’Europa inclusi, ci sono sufficienti raggi UVB per la sintesi della vitamina D3 da metà mattinata a metà pomeriggio, da Aprile a Settembre e dal mattino presto fino a tardo pomeriggio nei primi mesi estivi (metà Maggio fino a Giugno inoltrato)


    (Foto di Frances M. Baines) - Come mostra il diagramma, l’intero spettro di luce solare è importante per la salute dei rettili

    La sintesi della vitamina D3 richiede calore insieme alla luce ultravioletta. L’UVB converte il colesterolo presente nella pelle in pre-D3, e questo viene convertito in D3 molto più rapidamente quando il rettile è a temperatura ottimale. La vitamina in questione è tossica in quantità eccessive, per questo motivo darla sotto forma di supplemento può essere rischioso (seguire sempre le istruzioni del produttore), mentre nel caso del basking i rettili non generano mai eccessiva D3. I valori più alti di UVA ed UVB in natura prevengono la sovraproduzione in quanto convertono gli eccessi di pre-D3 e D3 in sottoprodotti non appena i livelli iniziano a salire.

    Diversi produttori fabbricano lampade UVB per rettili. La misurazione dell’intensità UV a differenti distanze dalla lampada è una delle procedure per stabilire il valore della lampada in base alla sua capacità di aiutare nella sintesi di D3 e la sua sicurezza (eccessive radiazioni possono essere dannose per gli occhi e la pelle del rettile). Questa intensità UV può essere categorizzata utilizzando gli indici UV, la stessa scala usata da chi fa le previsioni meteo, e misuratori progettati apposta per lampade (i sensori di indici UV a basso costo per misurare la luce solare non registrano gli UVB a breve frequenza che possono essere dannosi). Gli allevatori possono trovare gli indici UV per una vasta gamma di lampade nel seguente sito: uvguide.co.uk.


    (Foto di Frances M. Baines) - Il soffitto che permette il passaggio di UV è alla base dell’illuminazione del padiglione dei draghi di Komodo nello Zoo ZSL di Londra in UK.

    Il massimo indice UV per ogni specie può essere determinato dalla conoscenza del microhabitat del rettile in natura. Le specie che stanno nell’ombra o che fanno basking la mattina presto o nel tardo pomeriggio richiedono certamente un grado UV di molto minore rispetto alle specie che fanno basking nel sole tropicale di tarda mattinata.


    Posizione della lampada – tutte le lampade devono essere sopra la testa del rettile, non a lato.

    Illuminazione indoor ed outdoor


    In ogni nicchia ecologica, le differenti specie hanno evoluto comportamenti e caratteristiche fisiche per poter sfruttare lo spettro di luce proveniente dal sole nella maniera più completa ed efficiente possibile. Molti rettili traggono beneficio da sistemazioni esterne quando le temperature lo permettono. Che sia o meno necessaria l’irradiazione diretta da parte del sole dipende dalle specie, ma tutte le specie necessitano di un riparo e zona di ombra completa.

    Alle volte, gli aspetti dell’illuminazione outdoor possono essere portati indoor. Stanze utilizzate come habitat possono essere equipaggiate da soffitti e pareti fatte in materiali che permettano il passaggio di UV. I nomi di alcune ditte che producono tali articoli sono Perspex, Plexyglass (acrilico) e Starphire (vetro a basso contenuto di ferro). Tutti questi articoli devono essere ordinati appositamente. E nonostante tutto, una lampada UVB complementare è richiesta. Inoltre il calore prodotto dalla luce solare non dev’essere ignorato.


    (Foto di Frances M. Baines) - Vi pare una sistemazione sicura? La temperature del substrato sotto la lampada di basking possono essere perfette ma il carapace della tartaruga è circa 30 cm più vicino alla lampada rispetto al suolo. Bisogna tenere conto dell’altezza del rettile quando si controllano le temperature.

    Sfortunatamente, pochi rettili in cattività beneficiano di una luce veramente naturale. La maggior parte sono alloggiate in casa e dietro vetro, e dipendono solamente dalla luce artificiale per tutto il giorno. Un parco luci adeguato deve simulare l’ambiente naturale, includendo il gradiente termico come nel microhabitat della specie allevata. Questo permette al rettile di decidere di quanto calore, di quanta luce e di quanto irradiamento UV beneficiare ogni giorno.

    Soluzioni per l'illuminazione artificiale

    La maggior parte dei sauri e cheloni, e molti serpenti, necessitano di alti livelli di illuminazione a spettro completo, il quale include UVB ed UVA. Gli allevatori devono puntare ad utilizzare le lampade a loro disposizione per soddisfare le necessità specifiche di ogni specie.

    Le lampade ad incandescenza (tungsteno o alogene) sono un'ottima fonte di calore e luce per il punto di basking e possono essere termostate senza problemi. Le classiche lampadine o lampade flood con angolo di illuminazione a 30° sono un'ottima scelta. Sono una ottima fonte di luce giallo-rossa, ma peccano nella colorazione blu ed UVA, e non emettono UVB. Quindi devono essere completate da luci UVB che riempiano sia il vuoto dei raggi UVB sia la mancanza di luce blu. Le lampade ad incandescenza connesse ad un timer possono riprodurre ottimamente l'effetto alba-tramonto. Il timer può far sì che si accendano subito prima o subito dopo la lampada UVB.


    (Foto di Frances M. Baines) - Le lampade ad incandescenza (A), Neon “effetto giorno” (B), Neon UVB (C), Lampade a vapori di mercurio (D) e lampade UVB ad alogenuri metallici (E) sono tra i tipi di luce utilizzati dagli allevatori.

    I neon “effetto giorno” sono alle volte chiamati neon a “spettro completo/pieno” ma non producono abbastanza UVB per la sintesi della vitamina D3 nei rettili. Alcune marche producono tracce di UVB ed un po' di UVA. Possono essere utili per migliorare i livelli di luce nelle aree più fredde del terrario

    I neon UVB producono bassi livelli di UVB, comparabili ai livelli di una zona d'ombra in un giorno assolato. Emettono meno luce rispetto agli altri tipi di lampada. Sono utili per fornire UVB alle specie che non fanno basking in pieno sole, come per esempio nei rettili che affollano le aree boschive, o per ambienti piccoli dove le lampade ai vapori di mercurio causerebbero problemi col gradiente termico. Occorre sempre abbinarle ad un'altra fonte di luce. I neon di qualità emettono luce con un indice UV tra 0,5 e 1,0 (luce solare nei tropici prima delle 7:30) a circa 30 cm (la distanza solitamente consigliata) e devono essere rimpiazzate ogni anno (meglio ogni sei mesi ndt)

    Le lampade UVB compatte producono anch'esse bassi livelli di UVB a distanza di basking. Però, il loro posizionamento in ambienti stretti e con l'uso di riflettori può essere difficoltoso. Queste lampade si consumano più in fretta dei neon e devono essere rimpiazzate ogni sei mesi.

    [...]

    Le lampade ai vapori di mercurio variano sia nella qualità che nella quantità di UVB emessi. Queste lampade emettono anche calore ma non possono essere termostatate, indi sono indicate per terrari di grandi dimensioni. Siate certi di seguire fedelmente le istruzioni del produttore nell'installare e posizionare la lampada. Differenti tipi di lampade ai vapori di mercurio sono disponibili. Quelle con bulbo in vetro trasparente (generalmente più economiche) possono produrre intense quantità UV che possono essere dannose ed è meglio evitarle. Le lampade flood hanno un raggio di illuminazione più ampio e sono l'ideale per i rettili che fanno basking direttamente sotto il sole. Queste lampade creano una zona fortemente illuminata con emissione di UVB sotto di sé, assomigliando ad un punto davvero colpito dalla luce solare. Le varie marche ovviamente differiscono nell'indice UV. Le registrazioni effettuate riportano un range da 2.0 (pieno sole tropicale prima delle 8:30 ) a 7.0 (pieno sole tropicale dalle 9 alle 10 di mattina).

    Le lampade ad alogenuri metallici stanno rapidamente guadagnando il loro posto all'interno, od anche al di sopra, del terrario. Come le lampade ai vapori di mercurio, sono più adatte a terrari di grandi dimensioni e non sono termostatabili. La maggior parte non produce UVB. Le lampade “effetto giorno” con una temperatura di luce (colore) tra 5,500 e 6,500 Kelvin sono la scelta migliore per ricreare l'effetto luce solare. Utilizzate con cura, queste lampade hanno un'ottimo effetto di luce solare naturale in grandi terrari quando usate insieme alle lampade UVB. Richiedono però un ballast (reattore) esterno ed il loro posizionamento è di importanza cruciale. Da distanza ravvicinata, la luce è estremamente intensa e la lampada non deve essere mai guardata direttamente. I produttori stanno sviluppando lampade con emissioni di UVB, specifiche per rettili ed i primi risultati sembrano essere promettenti. Sebbene l'indice UV può variare di modello in modello, alcuni campioni che ho testato per la UV Guide U.K. emettevano una luce con indice UV tra 2.5 e 5.0 (pieno sole tropicale tra le 8:30 e 9:30 a.m.) a 45 cm.

    Per i rettili, la luce è vita. La luce artificiale non è l'ideale, ma ci sono ora tante combinazioni di lampade a disposizione. Se usate con cura e buon senso, possono sopperire a tutte le necessità dei rettili in cattività.

    Il segreto è nella forma – Una delle caratteristiche più importanti nell'utilità di una data lampada UVB è la forma del suo gradiente UV o impronta UV nell'area di basking. Idealmente, tutto il rettile dovrebbe ricevere calore, luce ed UVB mentre fa basking. Le tabelle di iso-radianza di seguito mostrano il gradiente dell'indice UV di vari tipi di lampade. Le tabelle sono tutte con la stessa scala, ed ogni lampada è posta a 30 cm sopra la tartaruga o la linea dell'occhio dell' iguana, una distanza spesso consigliata dai produttori.




    Consigli vari


    • Dai retta al tuo rettile per sapere di cosa ha bisogno. I rettili sono estremamente capaci di decidere quanto calore, luce ed UVB hanno bisogno in ogni momento. I rettili in cattività necessitano di uno spazio sufficientemente ampio, con un habitat appropriato e luci appropriate, tenendo conto dei gradienti termici, luminosi e di UVB, in modo che possano scegliere ciò di cui hanno bisogno come in natura.
    • UVB, UVA, luce e calore vanno insieme. Siccome la sintesi della vitamina D3 nei rettili avviene solo nella pelle esposta ad UVB con la giusta temperatura, idealmente la lampada UVB deve essere sopra la zona di basking. Accoppiare UVB e lampada riscaldante è sempre la soluzione vincente.
    • Come il sole, le lampade devono essere poste sopra la testa. I rettili hanno arcate sopraciliari, ed alle volte palpebre, per una ragione: proteggere la superficie dell'occhio. Tutte le luci devono essere poste direttamente sopra la testa dell'animale, non provenienti dal lato. Le luci provenienti lateralmente sono stressanti e fastidiose (pensate alla luce mentre stiamo guidando verso il sole). Inoltre, UVA ed UVB possono danneggiare gli occhi.
    • Mantieni la giusta distanza. Secondo l'autore, nessuna lampada deve essere più vicina di 18 cm dal rettile, anche se posizionata in alto. Le lampade riscaldanti richiedono distanza sicuramente maggiore di questa. Ad una distanza minore sono pericolose. La maggior parte delle lampade UVB di buona qualità hanno una distanza minima e massima raccomandate, che devono essere rispettate.
    • Niente spot per favore! Le zone di basking devono essere ampie. Tutto il corpo del rettile deve entrare in tale zona. Le lampade flood in questo caso sono una scelta obbligata. Lampade con un raggio di illuminazione troppo stretto riscaldano solamente una parte del corpo dell'animale che può diventare pericolosamente calda, mentre il resto del corpo rimane freddo. Così l'incauto animale può rimanere fermo mentre, aspettando che le zone del corpo non colpite dalla luce si scaldino, si provoca ustioni.
    • Controlla sempre due volte le temperature. E' vitale controllare le temperature sotto una lampada. Tieni conto dell'altezza della testa e delle spalle della lucertola, o del carapace nel caso di una tartaruga, mentre lo fai.
    • Permetti al rettile di costruirsi le sue abitudini. I rettili fanno affidamento sul giorno e sulla notte per regolare il loro ritmo circadiano. Il giorno deve avere luce; la notte buio. Usa dei timer per settare il corretto fotoperiodo per la specie che allevi. Se il riscaldamento notturno è necessario, lampade in ceramica o tappetini riscaldanti posizionati sulla parete posteriore sono più adatti di una luce notturna.



    Diversi angoli di illuminazione con varie configurazioni

    Vorrei ringraziare Janette Beveridge, John Binns, Gary Ferguson, William Gehrmann e A.J. Gutman per i loro commenti e suggerimenti.

    FRANCES M. BAINES, M.A., VetMB, MRCVS, è un veterinario impegnato nella ricerca dei requisiti di luce e luce ultravioletta nei rettili. Scrive su uvguide.co.uk e, con il collega Andrew Beveridge, valuta lampade per rettili in tutto il mondo. E' al momento un consigliere per il Reptile and Amphibian Working Group del British and Irish Association of Zoos and Aquariums.

    Il mio sito per l'allevamento dei gechi della Nuova Caledonia


    Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul numero di Maggio 2009 della rivista REPTILES magazine, sotto il titolo di “Catching Wavelengths: How natural and artificial lighting affects reptiles.”. La versione originale in inglese può essere visionata all'indirizzo www.reptilesmagazine.com/Reptile-Health/Habitats-Care/Reptile-Lighting-Information/.
    L'autore può richiedere la sua cancellazione se ritenuto necessario.
    Articolo tradotto e stampabile solo dietro autorizzazione.

    This article was originally published in the May 2009 issue of REPTILES magazine under the title, “Catching Wavelengths: How natural and artificial lighting affects reptiles.” The English version is available at www.reptilesmagazine.com/Reptile-Health/Habitats-Care/Reptile-Lighting-Information/.
    The author can ask for its cancellation if required.
    Translated and reprinted with permission.
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