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Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

Discussione sull'argomento Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C. contenuta nel forum Tartarughe Acquatiche e Palustri, nella categoria Tartarughe Acquatiche & Palustri; Ho trovato un PDF che sintetizza, conferma e documenta tutta una serie di osservazioni e considerazioni che ho maturato nel ...

  1. #1
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    Edit Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Ho trovato un PDF che sintetizza, conferma e documenta tutta una serie di osservazioni e considerazioni che ho maturato nel tempo frequentando i vari forum e dall'osservazione diretta.

    Buona lettura!!

    http://www.zoneumidetoscane.it/event...ctoni_2002.pdf

    Testuggini alloctone in italia: il caso di Trachemys
    SUSANNA PIOVANO & CRISTINA GIACOMA
    Università di Torino, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, via Accademia
    Albertina 17, 10125 Torino. E-mail: susannapiovano@yahoo.it
    Introduzione
    Nel variegato panorama del commercio di rettili alloctoni quali animali da compagnia,
    le testuggini terrestri e palustri occupano da sempre “un posto d’onore”. In tale
    ambito, Trachemys scripta elegans (Wied, 1839) è divenuta nota a livello mondiale per
    il commercio di cui sono stati oggetto i giovani esemplari.
    Il rilascio di esemplari di T. s. elegans in ambienti naturali ha contribuito ad alimentare
    il dibattito europeo sulla necessità di tutelare le zone umide (Piovano &
    Giacoma 1999).
    Chi è Trachemys scripta elegans e come è giunta in Italia?
    T. s. elegans rappresenta una delle 14 sottospecie (Ernst 1990) riconoscibili all’interno
    della specie americana Trachemys scripta (Agassiz, 1857). Le altre sono T. s. callirostris
    (Gray, 1855), T. s. cataspila (Günther, 1885), T. s. chichiriviche (Pritchard et
    Trebbau, 1984), T. s. gaigeae (Hartweg, 1939), T. s. grayi (Bocourt, 1868), T. s. hiltoni
    (Carr, 1942), T. s. nebulosa (Van Denburgh, 1895), T. s. ornata (Gray, 1831), T. s.
    scripta (Schoepff, 1792), T. s. taylori (Legler, 1960), T. s. troosti (Holbrook, 1836), T. s.
    venusta (Gray, 1885), T. s. yaquia (Legler and Webb, 1970). L’areale di distribuzione di
    questa specie neartica si estende negli Stati Uniti dalla Virginia alla Florida, al Kansas,
    all’Oklahoma ed al New Mexico; quindi attraversa il Messico e l’America Centrale
    giungendo a comprendere il Venezuela.
    L’areale di origine di T. s. elegans corrisponde al bacino del Mississippi, che si estende
    dall’Illinois fino al Golfo del Messico. È questa l’area in cui venivano progressivamente
    reclutati i riproduttori da inserire negli allevamenti americani, dai quali si stima
    che siano state esportate verso i mercati euroasiatici circa 6.000.000 di testuggini dalle
    guance rosse all’anno (Ferri 1999a). Come conseguenza al volume d’affari sostenuto
    Atti del Convegno Nazionale “La gestione delle specie alloctone in Italia:
    il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana” – Firenze, 24-25 ottobre 2002
    125
    da questo emidide, altri allevamenti sono sorti nel sud-est asiatico per soddisfare la
    domanda proveniente da quest’area e, soprattutto, di Giappone e Taiwan. Piccoli allevamenti,
    prevalentemente di natura amatoriale, hanno fatto la loro comparsa anche in
    Italia.
    All’interno di questi allevamenti, adulti appartenenti a razze geografiche diverse si
    sono incrociati, originando individui geneticamente impuri destinati alla commercializzazione.
    I giovani individui venivano trasportati subito dopo la nascita (adattabile alle esigenze
    del mercato grazie al ricorso alle incubatrici) dagli allevamenti ai grossisti, che
    provvedevano alla loro spedizione. La stima della mortalità in queste fasi si aggirava
    intorno al 90-95%.
    Si stima che in Italia siano così giunte circa 900.000 testuggini dalle guance rosse
    all’anno e che, al 1996, circa 2.800 T. s. elegans siano state abbandonate nei soli
    ambienti umidi lombardi (Ferri & Di Cerbo 2000).
    Grazie alla notevole capacità di adattamento ecologico che le caratterizza, ed anche
    al miglioramento dei cibi industriali a loro dedicati, sempre più spesso le giovani
    testuggini sono riuscite a sopravvivere, anche all’interno di stabulari non idonei.
    È noto che con il passare del tempo molti proprietari si sono disaffezionati al proprio
    animale e lo hanno liberato. Spesso la liberazione è avvenuta in ambienti urbani
    quali vasche e fontane, o suburbani, ad esempio in laghi di cava, ma segnalazioni della
    presenza di pochi esemplari o gruppi esigui di Trachemys provengono anche dalle aree
    naturali protette. Per comprendere meglio le dimensioni del fenomeno si consideri che
    il Progetto Arcadia/Trachemys (Lombardia) ha ricevuto 827 esemplari in 3 anni, dal
    1994 al 1996 (Ferri & Di Cerbo 2000); presso il Parco urbano della Pellerina sono
    state censite 781 testuggini dalle guance rosse in 3 anni, dal 1997 al 1999 (Petterino et
    al. 2001).
    Nel corso degli anni si è passati dalla segnalazione di pochi individui a quella di
    intere colonie in numerose regioni d’Italia e, in particolare, in Pianura Padana
    (Gentilli & Scali 1999).
    Tale situazione ha generato due ordini di problemi di conservazione:
    1. l’impatto di questi gruppi di individui sull’ambiente, nel breve e nel lungo termine;
    2. il mantenimento della popolazione americana, soggetta a prelievo e inquinamento
    genetico.
    L’impatto dei gruppi di Trachemys sull’ambiente, nel breve e nel lungo termine
    La presenza di una specie di testuggine alloctona negli ambienti umidi italiani ha
    posto il problema di stimare l’impatto degli individui sull’ambiente, nonché di verificare
    la capacità di reclutamento dei gruppi, per stabilire se le popolazioni eventualmente
    insediatesi siano in grado di mantenersi nel tempo.
    126 La gestione delle specie alloctone in Italia
    Riproduzione
    Dai dati noti si evince che le testuggini dalle guance rosse sono in grado di riprodursi
    con successo solo in condizioni di buona stabulazione in cattività. Casi di schiuse
    sono noti anche per condizioni di semi-allevamento (ovvero con assenza di predatori
    e disponibilità costante di cibo), anche se nel clima mediterraneo la maggior parte
    delle uova si disidrata prima della nascita dei neonati (Ballasina 1995).
    In Lombardia le limitate fasi di corteggiamento osservate, il rinvenimento di sole
    uova sterili e l’assenza di ritrovamenti di neonati (Agosta & Parolini 1999) supportano
    l’ipotesi di incapacità delle testuggini dalle guance rosse a mantenere nel tempo una
    popolazione. Lo scarso successo riproduttivo è stato verificato anche in Italia Centrale
    (Luiselli et al. 1997).
    In condizioni semi-naturali in Piemonte si è osservato che alcune femmine sono in
    grado di deporre uova fecondate, ma queste ultime raramente si sviluppano fino alla
    nascita del neonato (Scocozza 1999/2000). Il reclutamento dei piccoli è risultato così
    esiguo da non essere sufficiente al mantenimento del gruppo nel tempo (Piovano &
    Giacoma 1999). Esiste comunque la possibilità che in aree ed in anni climaticamente
    favorevoli possano verificarsi nascite e reclutamenti di giovani (Piovano & Giacoma
    1999).
    Competitività con Emys orbicularis (L., 1758)
    Emys orbicularis è l’unica specie italiana di testuggine palustre. A causa del declino
    delle sue popolazioni dovuto a fattori antropici, essa compare nell’Allegato II “Specie
    di fauna rigorosamente protetta” della Convenzione di Berna, ratificato in Italia con la
    legge n. 503 del 5 agosto 1981.
    Trachemys scripta elegans appare ecologicamente più competitiva rispetto a Emys
    orbicularis (ad esempio, il range di temperature alle quali gli individui sono attivi è più
    ampio). Si è pertanto ipotizzato che il rilascio di esemplari di Trachemys in ambienti
    colonizzati da Emys orbicularis fosse potenzialmente negativo. Evidenze di effetti negativi
    dovuti all’interazione di Trachemys con le popolazioni locali di Emys sono state raccolte
    in Francia (Dupre 1995).
    In Italia è stato ipotizzato che Emys possa venire danneggiata nella competizione
    per le aree di basking qualora Trachemys sia presente con densità elevate (Gianaroli et
    al. 2001). Nel nostro Paese non sono ancora disponibili studi esaustivi e conclusivi
    sull’argomento. I casi in cui gli esemplari delle due specie convivono appaiono fortunamente
    sporadici. La gran parte delle testuggini alloctone viene abbandonata in
    ambienti fortemente antropizzati, alterati o artificiali, non abitati da Emys orbicularis
    (Ferri 1999b).
    Peraltro alcuni autori ipotizzano che la scomparsa di Emys orbicularis dal Lago
    Angitola in Calabria sia attribuibile alla presenza di una consistente popolazione di T.
    s. elegans (Tripepi & Aceto 1999, Tripepi & Sperone 2002).
    Atti del Convegno Nazionale 127
    Alimentazione e predazione
    I giovani seguono una dieta prevalentemente carnivora, mentre gli adulti sono
    onnivori opportunisti (Clark & Gibbons 1969). L’osservazione dei contenuti stomacali
    di adulti e subadulti di 8 sottospecie di Trachemys scripta ha rivelato una dieta estremamente
    varia (Parmenter & Avery 1990). Gli unici vertebrati compresi sono risultati
    pesci, tranne nel caso di T. s. troostii, che si nutre anche di uova di anfibi e di girini.
    Dalle analisi bromatologiche condotte su due gruppi di Trachemys presenti in ambienti
    fortemente eutrofizzati privi di piante acquatiche è emerso che il 40% del cibo era
    costituito da insetti rinvenuti sulla superficie dell’acqua (in particolare Coleotteri,
    Ditteri, Emitteri, Imenotteri), il 20% da vegetali, il 16% da alimenti di origine antropica,
    il rimanente da frammenti legnosi, di plastica, peli di mammifero e sassi (Agosta
    & Parolini 1999). Sia in Piemonte che in Lombardia sono stati osservati casi di necrofagia,
    mentre non sono stati registrati casi di predazione o di aggressione diretta alla
    piccola fauna simpatrica, ad esempio a pesci e pulli di Rallidi e di Anatidi (Agosta &
    Parolini 1999, Piovano et al. 2001).
    Il rilascio in natura di un ingente numero di esemplari di Trachemys scripta elegans
    si riflette principalmente in una maggiore predazione a carico degli invertebrati acquatici
    e delle piante acquatiche, molte delle quali già minacciate dall’inquinamento e
    dalla scomparsa degli habitat più idonei alla loro crescita.
    È nota altresì la funzione di spazzini che le testuggini dalla guance rosse svolgono
    nei confronti di carcasse e di vertebrati acquatici malati, mentre non sono ancora stati
    pubblicati studi esaustivi e conclusivi sul tipo di interazione (positiva, negativa o
    nulla) con le specie dell’erpetofauna italiana.
    In Olanda non sono state evidenziate interazioni negative con la fauna autoctona
    (Bruekers & Keijlen 1999).
    Per quanto riguarda la predazione condotta da altre specie animali sulle testuggini
    a guance rosse, in Piemonte è stata osservata sporadicamente; è imputabile a cani
    durante il basking atmosferico o gli spostamenti tra bacini, a ratti durante il periodo
    letargico e presumibilmente a cornacchie sugli esemplari di piccole dimensioni o inabilitati
    al movimento (Petterino et al. 2001).
    Patologie
    Le patologie legate ad alimentazione errata, non idonea o carente, nonché alle cattive
    condizioni di stabulazione, sono quasi sempre riscontrabili negli animali appena
    abbandonati e si protraggono o si aggravano in condizioni di libertà in un ambiente
    diverso da quello di origine (Ferri & Soccini 2001, Piovano et al. 2001).
    Sebbene le Trachemys possano essere portatrici di batteri o di virus trasmissibili
    all’uomo, quali ad esempio le salmonelle, non sono noti per l’Italia casi di zoonosi
    (Agosta & Parolini 1999, Piovano & Giacoma 1999, Piovano et al. 2001).
    128 La gestione delle specie alloctone in Italia
    Il mantenimento della popolazione americana
    Un problema di conservazione strettamente correlato a quello dell’abbandono degli
    esemplari, sebbene di natura opposta, è quello del prelievo di riproduttori per gli allevamenti.
    In Nord America Trachemys scripta elegans era la testuggine domestica più
    comune (Ernst 1990) e l’esportazione all’estero interessava Europa, Asia e Africa. A
    causa del sistema del ranching, le popolazioni naturali americane sono risultate estremamente
    impoverite (Ferri 1999a).
    Per tutelare le popolazioni autoctone dai rischi sanitari e dall’inquinamento genetico
    dovuto al mescolamento delle razze negli allevamenti, gli Stati Uniti non accettano
    il rimpatrio degli esemplari di T. s. elegans esportati o nati all’estero (Ballasina 1995).
    In ogni caso, neanche gli USA sono risultati immuni al fenomeno dell’abbandono di
    esemplari domestici, tanto che nuove popolazioni sono state segnalate per il Michigan,
    la Pennsylvania e il New Jersey (Ernst & Barbour 1972, Conant 1975, Manchester
    1982).
    Conclusioni
    Il caso di Trachemys scripta elegans costituisce un tipico esempio di cattiva gestione
    della biodiversità. Il prelievo dall’habitat di origine a scopo commerciale e l’introduzione
    in habitat alloctoni in seguito all’abbandono rappresentano una minaccia ecologica
    per alcune specie di flora e fauna, con ricadute negative sugli ecosistemi interessati. Per
    questi motivi la sottospecie è stata inserita negli elenchi europei della CITES (1997) e
    l’introduzione in Europa di esemplari vivi provenienti dagli Stati dell’area di distribuzione
    è stata sospesa (Reg. UE n. 2551/97 e successive modifiche e integrazioni).
    Sebbene l’importazione di nuovi individui sia oggi vietata, rimane da affrontare la
    gestione degli esemplari già presenti negli habitat italiani naturali e antropici. Un
    esempio in tal senso proviene dalla Lombardia, dove nell’ambito del progetto
    Arcadia/Trachemys sono stati previsti provvedimenti, come il divieto di introdurre
    testuggini palustri alloctone, il recupero degli esemplari presenti sul territorio e l’accettazione
    di quelli consegnati dai cittadini, nonché l’individuazione di ambienti seminaturali
    che consentano la gestione etica degli esemplari recuperati, tramite introduzioni
    controllate e autorizzate (Agosta & Parolini 1999, Ferri 1999b, Ferri et al.
    1999).
    La bassa probabilità di reclutare nuovi individui nati localmente fa supporre che i
    gruppi di testuggini oggi presenti negli ambienti urbani e seminaturali scompariranno
    con il trascorrere del tempo. Nuovi studi dovranno essere condotti al fine di appurare
    il tipo di interazione esistente tra Trachemys scripta elegans e la fauna e la flora degli
    ambienti naturali in cui è stata introdotta. La priorità cade sui rapporti con le specie
    animali e vegetali già minacciate a livello nazionale o locale.
    Atti del Convegno Nazionale 129
    Escludiamo la necessità di procedere ad una eradicazione della sottospecie, ma nel
    contempo ci preme sottolineare l’importanza del suo isolamento dagli ambienti naturali.
    Purtroppo “la storia non insegna”, e nei negozi e acquaterrari italiani la testuggine
    dalle guance rosse è già stata sostituita con esemplari di altre sottospecie di Trachemys
    scripta o di altre specie di testuggini palustri esotiche (ad es. Graptemys pseudogeografica).
    È presumibile pensare che se questi esemplari sopravviveranno abbastanza
    a lungo da raggiungere le dimensioni indesiderate ai loro proprietari, le ritroveremo
    nei medesimi ambienti naturali e antropici che già avevano ricevuto gli individui di T.
    s. elegans.
    Bibliografia
    Agosta F. & Parolini L. 1999. Autoecologia e rapporti sinecologici di popolazioni introdotte in
    Lombardia di Trachemys scripta elegans. Dati preliminari. In: “Atti 2° Congresso nazionale
    della Societas Herpetologica Italica (Praia a Mare, 1998)”. Riv. Idrobiol. 38 (1/2/3): 421-430.
    Ballasina D. 1995. Salviamo le tartarughe! Edagricole, Bologna.
    Bruekers J. & Keijlen H. van der 1999. Trachemys scripta elegans in the Netherlands; a threat
    for Dutch flora and fauna? Nederlandse Schildpadden Vereniging (NSV), Dutch
    Turtle/Tortoise Society. <www.igr.nl/users/nsv/english/1.htm>
    Clark D.B. & Gibbons J.W. 1969. Dietary shift in the Turtle Pseudemys scripta (Schoepff )
    from youth to maturity. Copeia 4: 704-706.
    Conant R. 1975. A field guide to reptiles and amphibians of eastern and central North
    America. Houghton Mifflin Co., Boston.
    Dupre A. 1995. La Tortue de Floride en France: un bilan de la situation actuelle. Internat.
    Congr. of Chelonian Conservation, Gonfaron (France), Soptom (Eds): 295-297.
    Ernst C.H. & Barbour R.W. 1972. Turtles of the United States. University of Kentucky Press,
    Lexington.
    Ernst C.H. 1990. Systematics, Taxonomy, Variation, and Geographic Distribution of the
    Slider Turtle: pp. 57-67. In: Gibbons J.W. (Edit). Life History end Ecology of the Slider
    Turtle. Smithsonian Institution Press, Washington D.C.
    Ferri V. 1999a. Tartarughe e testuggini. Mondadori, Milano.
    Ferri V. 1999b. Le iniziative di conservazione di Emys orbicularis in Italia: stato di fatto e prospettive.
    In: “Atti 2° Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica (Praia a Mare,
    1998)”. Riv. Idrobiol. 38 (1/2/3): 311-321.
    Ferri V., Agosta F., Parolini L. & Soccici C. 1999. La gestione di testuggini d’acqua abbandonate:
    cinque anni del Progetto Arcadia/Trachemys in Lombardia. Atti Conv. Tutela animali
    di Genova.
    Ferri V. & Di Cerbo A.R. 2000. La Trachemys scripta elegans (Wied, 1839) negli ambienti
    umidi lombardi: inquinamento faunistico o problema ecologico? In: “Atti I Congr. naz.
    S.H.I. (Torino, 1996)”. Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino: 803-808.
    Ferri V. & Soccini C. 2001. Monitoraggio Salute Testuggini: rendiconto dei primi due anni di
    attività. In: “Atti 3° Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica (Pavia, 2000)”.
    Pianura 13: 149-152.
    130 La gestione delle specie alloctone in Italia
    Gentilli & Scali 1999. Analisi della diversità erpetologica in Pianura Padana. In: “Atti 2°
    Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica (Praia a Mare, 1998)”. Riv. Idrobiol.
    38 (1/2/3): 113-122.
    Gianaroli M., Lanzi A. & Fontana R. 2001. Utilizzo di trappole del tipo “bagno di sole artificiale”
    per la cattura di testuggini palustri. In: “Atti 3° Congresso nazionale della Societas
    Herpetologica Italica (Pavia, 2000)”. Pianura 13: 153-155.
    Luiselli L., Capula M., Capizzi D., Filippi E., Trujillo J.V. & Anibaldi C. 1997. Problems for
    conservation of Pond Turtles (Emys orbicularis) in Central Italy: is the introduced Red-
    Eared Turtle (Trachemys scripta) a serious threat? Chelonian Conservation and Biology 2 (3):
    417-419.
    Manchester D. 1982. Red-eared sliders in Pennsylvania. Testudo 2: 27-40.
    Parmenter R.R. & Avery H.W. 1990. The feeding ecology of the Slider Turtle: pp. 257-266.
    In: Gibbons J.W. (Edit). Life History end Ecology of the Slider Turtle. Smithsonian
    Institution Press, Washington D.C.
    Petterino C., Scocozza T., Piovano S. & Giacoma C. 2001. Risultati dell’introduzione di
    Trachemys scripta elegans in un parco urbano di Torino. In: “Atti 3° Congresso nazionale
    della Societas Herpetologica Italica (Pavia, 2000)”. Pianura 13: 295-298.
    Piovano S. & Giacoma C. 1999. Censimento di Trachemys scripta elegans presente in un Parco
    urbano di Torino. In: “Atti 2° Congresso Nazionale della Societas Herpetologica Italica (Praia
    a Mare, 1998)”, Riv. Idrobiol. 38 (1/2/3): 499-508.
    Piovano S., Trinchero H. & Giacoma C. 2001. Indagine epidemiologica su Trachemys scripta
    elegans in condizione di semi-cattività. In: “Atti 3° Congresso nazionale della Societas
    Herpetologica Italica (Pavia, 2000)”. Pianura 13: 219-222.
    Scocozza T. 1999/2000. La presenza di Trachemys all’interno del parco urbano della Pellerina.
    Tesi di Laurea in Etologia, Corso di Laurea in Scienze Naturali, Facoltà di Scienze M.F.N.,
    Università degli Studi di Torino. Relatore: Giacoma C., Correlatore: Piovano S.
    Tripepi S. & Aceto F. 1999. Dati preliminari sulla distribuzione di Emys orbicularis nel Parco
    Nazionale del Pollino. In: “Atti 2° Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica
    (Praia a Mare, 1998)”. Riv. Idrobiol. 38 (1/2/3): 457-466.
    Tripepi S. & Sperone E. 2002. Distribuzione ed ecologia di Emys orbicularis in Calabria.
    Riassunti del 4° Congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica: 68-69.
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  2. #2
    Bannato
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    0.2.0 Phrynops tuberosus; 0.0.2 Podocnemis unifilis; 0.0.1 Chelus Fimbriatus; 1.2.2 Emys orbicularis galloitalica; 1.0.0 Emys orbicularis orbicularis; 0.1.0 Pelodiscus sinensis; 0.0.2 Malaclemys terrapin centrata; 1.2.0 Ocadia sinensis; 1.1.0 Pelusius castaneus; 1.1.0 Pelomedusa subrufa; 1.2.0 Apalone spinifera spinifera; 1.2.0 Sternotherus carinatus; 0.3.0 Sternotherus odoratus; 2.1.0 Macrochelodina rugosa; 1.2.0 Pseudemys Nelsonii; 0.1.2 Pseudemys concinna; 0.1.0 Trachemys scripta scripta; 1.

    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Confermo e aggiungo che:

    La maggior resistenza al freddo delle altre specie rischia di creare popolazioni stabili sul nostro territorio.

    L'immissione in natura di Trachemys avviene con numeri elevatissimi.

    L'Amsa ne ha raccolte 11.000 nel solo 2009, mentre dal laghetto del Parco Sempione ne sono state raccolte 586






    Le Trachemys non entrano in competizione con le Emys per il semplice motivo che queste sono quasi interamente scomparse e si trovano praticamente solo negli specchi d'acqua protetti dove viene contrastato l'abbandono delle Trachemys.
    Ultima modifica di pminotti; 18-10-2011 alle 11:47

  3. #3
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Pminotti ho l'impressione che tu non abbia letto l'articolo postato da Tartagnan...
    rughis likes this.
    Per essere l'immacolato componente di un gregge bisogna innanzitutto essere una pecora.
    (Albert Einstein)

  4. #4
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    0.2.0 Phrynops tuberosus; 0.0.2 Podocnemis unifilis; 0.0.1 Chelus Fimbriatus; 1.2.2 Emys orbicularis galloitalica; 1.0.0 Emys orbicularis orbicularis; 0.1.0 Pelodiscus sinensis; 0.0.2 Malaclemys terrapin centrata; 1.2.0 Ocadia sinensis; 1.1.0 Pelusius castaneus; 1.1.0 Pelomedusa subrufa; 1.2.0 Apalone spinifera spinifera; 1.2.0 Sternotherus carinatus; 0.3.0 Sternotherus odoratus; 2.1.0 Macrochelodina rugosa; 1.2.0 Pseudemys Nelsonii; 0.1.2 Pseudemys concinna; 0.1.0 Trachemys scripta scripta; 1.

    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Perchè?
    Ti dirò di più, è vecchio visto che fa riferimento alla situazione pre 2008 dove l'importazione delle sole TSE era vietata. Ora è saltato anche questo ultimo intervento protezionistico.

  5. #5
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    pminotti non sono d'accordo perchè comunque sono dell'idea che per quanto le trachemys invadono "territori dove non ci sono emys" ( ma qui non sono neanche d'accordo ) queste non permettono che le emys espandino il loro territorio... della serie ogni moneta ha una seconda faccia.
    rughis and gianlu.figus like this.

  6. #6
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    esatto, se le emys sono del quasi tutto scomparse...gran parte della colpa è delle trachemys! e continueranno a sparire per colpa di queste ultime!!

  7. #7
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Citazione Originariamente Scritto da turtlej Visualizza Messaggio
    Pminotti ho l'impressione che tu non abbia letto l'articolo postato da Tartagnan...
    la penso come te

  8. #8
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Non scherzate, certo che le trachemys sono la causa della riduzione delle emys (insieme all'inquinamento e a quello che volete)...

    Lezioni di ecologia base:

    1-Le specie occupano una nicchia ecologica nel loro territori.

    2-Ci sono stesse nicchie ecologiche in territori diversi che quindi sono occupate da specie affini diverse.

    3-una specie alloctona importata va ad occupare la nicchia ecologia della specie autoctona che la occupa = 2 specie coesistono nella stessa nicchia ecologia e ciò non può esistere (è contro evolutivo, è un paradosso ecologico!)

    Dunque una specie deve prendere il sopravvento = la specie alloctona non ha limitatori naturali e quindi è avvantaggiata. Essa consumerà le risorse e occuperà gli habitat dell'altra specie.
    rughis and Simone like this.
    --------------
    Gli animali sono, assai più di noi, soddisfatti per il semplice fatto di esistere; le piante lo sono interamente; gli uomini lo sono secondo il grado della loro stupidità. [...] Questa dedizione totale al presente, propria degli animali, è la precipua causa del piacere che ci danno gli animali domestici.

    Arthur Schopenhauer, Parerga e Frammenti postumi

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  9. #9
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Se le emys esistono ancora, limitate in qualche specchio d'acqua è perchè la nicchia ecologia non si sovrappone perfettamente, ma è solo questione di tempo.

    OT
    La stessa cosa sta succedendo con gli scoiattoli... solo che gli animalisti si sono opposti al loro stermino così ora succederà la stessa cosa!

    E vi dico un segreto, sapete perchè?
    Perchè hanno la coda pelosa, sono dei dannati ratti con la coda pelosa.
    Se non avessero la coda pelosa li avrebbero uccisi come delle pantagane (nessuno si oppone allo sterminio delle pantegane).
    Quando è ora di commettere un errore sono tutti pronti poi quando si deve rimediare gli scoiattoli cominciano a far pena a qualcuno.

    Scusate lo sfogo ma ci sono situazioni paradossali.
    Non sono cattivo e crudele ma le trachemys andavano eliminate quando era ora, si è voluto metterle in commercio, beh allora si sarebbe dovuto rimediare. Ormai è tardi a meno che non scoprano un virus o patogeno specifico per il genere, ma anche in quel caso sorgerebbero montagne di problemi.

    Purtroppo nessuno sembra imparare dagli errori passati: vedi gli scoiattoli (Sciurus vulgaris, lo scoiattolo rosso, fra qualche decennio sarà decimato per colpa dello scoiattolo grigio e anche se si può fermare ora tutto ciò nessuno fa nulla perchè ai bambini piacciono gli scoiattoli.

    FINE OT

    Se vedete uno scoiattolo grigio non vi dico di sparagli ma almeno non dategli da mangiaRE
    Ultima modifica di Sterny; 18-10-2011 alle 22:33
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  10. #10
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    povere TSE

  11. #11
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Citazione Originariamente Scritto da perry70 Visualizza Messaggio
    povere TSE
    Già, è proprio quello che la gente pensa degli scoiattoli (non ce l'ho con te, pure a me fanno pena, ma ci sono cause superiori a cui attaccarsi)
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  12. #12
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Le Emys stanno scomparendo semplicemente per cause antropiche, le Trachemys non centrano un tubo,
    se leggete bene l'articolo vedrete che le loro diete sono abbastanza differenti, inoltre nella loro terra d'origine la T. in ogni specchio d'acqua convivono almeno 5 specie differenti senza che si disturbio, dato che ognuna occupa una nicchia ecologica differente .

    Guardate qui la lista delle specie presenti in ogni stato http://www.austinsturtlepage.com/Inf...elists-n-w.htm

    guardate qui la sola Virginia quante ne ha http://www.virginiaherpetologicalsoc...f_virginia.htm
    Ultima modifica di tartagnan; 18-10-2011 alle 23:21
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  13. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da tartagnan Visualizza Messaggio
    Le Emys stanno scomparendo semplicemente per cause antropiche, le Trachemys non centrano un tubo,
    se leggete bene l'articolo vedrete che le loro diete sono abbastanza differenti, inoltre nella loro terra d'origine la T. in ogni specchio d'acqua convivono almeno 5 specie differenti senza che si disturbio, dato che ognuna occupa una nicchia ecologica differente .
    eccomi al tuo fianco ti quoto in pieno
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  14. #14
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Nel Nord d'america potrebbero anche esserci 50 specie autoctone in un corso d'acqua senza darsi fastidio, si chiama coevoluzione e non c'entra proprio nulla con il discorso sulle specie alloctone e autoctone.
    Quelle specie si sono evolute insieme, selezionandosi a vicenda. Il fatto che siano più d'una specie è semplicemente un indicatore della biodiversità di quell'ecosistema. E SOLO QUELL'ecosistema.

    L'ecosistema italiano è strutturato per accogliere una sola specie nel momento attuale della sua storia evolutiva (solo una) e vista l'antropizzazione fa fatica pure con quella.

    Se non sono la ragione principale le trachemys sono la ciliegina sulla torta per le emys (che già hanno i loro problemi).

    Per l'alimentazione la trachemys sono estremamente polifaghe e adattabili, quindi tolgono cibo alle emys anche se non hanno la stessa dieta (esempio stupido con valenza espicativa: magari le t. si mangiano le piante di cui si nutrono insetti che sono il cibo delle em., gli insetti si riducono, ecc) .
    E tolgono spazio! (non è vero che c'è spazio per tutti, il numero delle trachemys è il fattore forse peggiore...).
    E comunque questi non sono gli unici parametri da tenere in considerazione.

    Come ho detto già prima le nicchie magari non coincidono ma sicuramente si sovrappongono in moltissime aree!!!

    Le trachemys sono una piaga per gli ecosistemi acquatici in genere (di cui le emys sono parte integrante), provate a mettere una trachemys in una pozza dove ha appena deposto un bufo bufo o una salamandra... o in uno stagno con della vegetazione acquatica o degli insetti utili.


    La ragione principale è l'uomo va bene, ma solo perchè mette gli ecosistemi in condizioni di non riuscire a reagire contro sp alloctone (come normalmente avverrebbe e infatti in montagna avviene), per la distruzione delle paludi con la bonifica, per l'inquinamento ecc... ma non ditemi che le T. non fanno egregiamente la loro parte.

    (L'ecosistema dello scoiattolo rosso non è a rischio e le loro nicchie si sovrappongono ma non perfettamente come per le tarta... ma succede:
    è dimostrato che dove arriva lo scoiattolo grigio il rosso tende a scomparire e a ridurre la sua nicchia ec. dove solo lui può arrivare ma non può arrivare quello grigio. Sono fissato con gli scoiattoli).
    E in usa ci sono diverse sp di scoiattoli, come per le tarta, mentre da noi solo 1.
    E' la stessa cosa ma senza il fenomeno della distruzione dell'habitat da parte dell'uomo... per dimostrare quello che ho detto sopra
    Ultima modifica di Sterny; 19-10-2011 alle 00:54
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  15. #15
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    Predefinito Re: Basta con i soliti luoghi comuni su Trachemys & C.

    Quoto Sterny al 100%

    Con Komodo si stava pensando a scrivere un breve articoletto su questo tema

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