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  • Schemi di Filtrazione

    In questo articolo vedremo quali sono gli schemi di filtrazione più adatti ad essere adottati con le tartarughe: esse infatti sporcano parecchio di più dei pesci e il convenzionale sistema “adatto per acquari fino a X litri” non può essere adottato.
    Il sovradimensionamento di un filtro è sempre auspicabile, ma fino a che punto? Siamo davvero costretti a comprare filtri di fascia alta per avere un’acqua pulita?

    Indice
    1. Un po’ di storia
    2. …fino al giorno d’oggi
    3. Schemi generali di filtrazione
    4. Schemi specifici di filtrazione
    4.1 EHEIM, serie EccoPro
    4.2 EHEIM, serie Classic
    4.3 EHEIM, serie Professionel
    4.4 TETRATEC, serie EX
    4.5 ASKOLL, serie Pratiko
    4.6 ASKOLL, serie Kubo
    4.7 EDEN, serie 500
    4.8 JBL, serie CristalProfi GreenLine
    4.9 HYDOR, serie Prime
    4.10 HYDOR, serie Professional

    Appendice A: Manutenzione
    Appendice B: schemi di filtrazione “speciali”


    1. UN PO’ DI STORIA
    I primi filtri in commercio per acqua dolce basavano il loro funzionamento sulle colonie batteriche che riuscivano a colonizzare le spugne: la spugna è semplice da produrre, a basso costo e con una discreta superficie di insediamento.
    E’ inoltre possibile diminuire progressivamente le dimensioni delle maglie per ottenere superfici molto estese.
    Ma hanno comunque un rovescio della medaglia: tendono ad ostruirsi, divenendo una barriera fisica al passaggio dell’acqua. Da qui il bisogno di “proteggere” le spugne (biologiche) dall'ostruzione precoce. Nascono i materiali ceramici, specialmente in forma di cannolicchio (un cilindro cavo).
    Questi materiali pesanti, quindi non spostabili dal flusso dell’acqua, erano pensati per creare vortici e quindi far precipitare tutto ciò che era in sospensione, limitando la manutenzione delle spugne.
    Ma questo sistema, anche se parecchio ottimizzato, richiedeva grandi quantità di materiali per resistere ad acquari di dimensioni medio-grandi (200-300 litri) con filtri ingombranti e costosi.

    2. …FINO AL GIORNO D’OGGI
    Da una decina di anni più o meno sono invece disponibili a prezzi accessibili i materiali sinterizzati, in varie forme (cannolicchio, pietra, sfera).
    Il meccanismo di formazione di questi materiali prevede che alla mescola iniziale che passerà poi nell'estrusore (che dona la forma) vengano aggiunti inerti ad altissimo punto di fusione, che però siano solubili in acqua. Nello specifico il più semplice è NaCl, aggiunto alla polvere di vetro.
    Questo viene aggiunto in fase iniziale, fatto passare per l’estrusore dopodiché viene “lavato” con acqua: il sale abbandona il cannolicchio lasciando tantissimi micro pori, delle dimensioni adatte alla colonizzazione dei batteri nitrificanti e denitrificanti.
    E un cannolicchio in vetro sinterizzato offre 30 volte la superficie offerta da un cannolicchio in ceramica, 50 volte la superficie di una spugna, a parità di volume occupato.
    Ciò ha consentito di ridurre sensibilmente le dimensioni dei filtri esterni e di realizzarne alcuni adatti a vasche estremamente grandi (600-700 litri e oltre).
    Non ci sono solo vantaggi da parte dei materiali sinterizzati comunque: proprio a causa della struttura interna “forata” questi materiali hanno una resistenza meccanica molto bassa (si rompono facilmente sia con le dita, sia con una caduta) e tendono a “sbriciolarsi” nel corso degli anni (una certa “sabbia” che si può rinvenire in fondo alle vasche e in fondo ai corpi filtro). In più vanno protetti molto bene da possibili polveri in sospensione sfuggite al comparto meccanico, pena l’ostruzione dei pori di insediamento batterico.
    In ogni caso offrono grandi performance per diversi anni, ad un prezzo accessibile. E soprattutto, consentono di tenere l’acqua pulita con un filtro di dimensioni contenute.

    3. SCHEMI GENERALI DI FILTRAZIONE
    Analizziamo ora le varie possibilità che possono essere adottate per filtrare le nostre vasche in modo efficiente. Dapprima faremo un quadro generale di filtraggio, per addentrarci poi nello specifico dei modelli più comuni sul mercato.
    Banalmente, dobbiamo impostare un filtro cosicché trattenga prima le parti grandi in sospensione (avanzi di cibo, feci, foglie, alghe), poi le polveri e/o pigmenti, quindi un settore che si occupi dello smantellamento molecolare degli inquinanti (ammoniaca, nitriti e nitrati).
    Prima di tutto dobbiamo capire in che senso si muove l’acqua nel nostro filtro: seguiamo dal rubinetto di entrata i probabile percorso e individuiamo il primo compartimento con cui viene a contatto l’acqua: lì dobbiamo mettere del materiale meccanico.
    Il materiale meccanico per eccellenza è la spugna: ne esistono di diverse taglie, forme, colori e grane: si passa da quella a maglie molto larghe a quella fittissima, fino all'ovatta filtrante.
    Lo schema migliore sarebbe quello di avere una gradualità di grandezza (dalla più grossa alla più fine) in modo da bloccare in sequenza i diversi frammenti in sospensione. Ma nessuno vieta di scegliere una sola grandezza e di lasciarla come unico materiale meccanico.
    Ricordiamo che più è fine la spugna, prima tende ad intasarsi e a rallentare il flusso, ma meglio protegge il comparto biologico.
    Lasciamo alla scelta individuale se utilizzare o meno la lana perlon: molto utile in vasche indoor, tende ad essere un problema all'aperto, dove si riempie molto velocemente di alghe e altro, costringendo ad un suo frequente cambio. In ogni caso va messa DOPO le spugne, così che non riceva per prima il flusso d’acqua.

    Una volta che il nostro flusso è ripulito dai frammenti più grandi si può pensare di togliere anche le polveri che stanno in sospensione, con dei vortici.
    Per instaurare un flusso vorticoso non serve altro che piazzare dei materiali in cui l’acqua scorra in tutte le direzioni, cambiando velocemente e radicalmente direzione. Sia le bioballs che i cannolicchi ceramici operano un ottimo lavoro.
    Con questa sezione termina la protezione meccanica che dobbiamo dare ai nostri materiali biologici, presenti nel comparto seguente.

    Il comparto biologico è quello più importante: qui vengono degradate le sostanze chimiche più tossiche per la vita acquatica.
    Il filtro quindi, ricreando il cosiddetto ciclo dell'azoto, trasforma sostanze estremamente nocive in sostanze meno nocive.
    Questo spiega il motivo per cui anche con la presenza di un filtro e un buon quantitativo di piante in vasca, i cambi parziali (che vanno ad alleggerire le sostanze "poco nocive" nella vasca) svolgono un ruolo importante.Sifone per la pulizia del fondale, manuale ed economico
    Per eliminare tutti quei residui solidi che si depositano sul fondo del nostro acquario è bene usare un sifone:


    Esaminiamo, elementarmente, il ciclo dell'azoto (o dei composti azotati): la tartaruga defecando produce materiale di scarto ad alto contenuto di ammoniaca.
    Questa si scinde in acqua creando ammonio.
    Con un primo processo di degradazione, l'ammonio viene ossidato dai batteri in nitrito. In questo passaggio viene consumato ossigeno, che viene di fatto tolto all'acqua della vasca (che deve perciò essere sufficientemente ossigenata).
    Lo ione nitrito viene quindi ancora ossidato, in nitrato. Questo ione è sicuramente meno dannoso rispetto all'ammonio e allo ione nitrito.
    E' poco dannoso se esiste in piccole quantità. Lo ione nitrato è fortemente legato al metabolismo delle alghe quindi un corretto smaltimento di questo ione è di beneficio per tutti gli esseri viventi in vasca. Importante in questo senso è l'azione delle piante combinata a cambi parziali.

    Per avviare suddetto processo esistono tre metodi, che danno il via alla formazione di batteri utili alla trasformazione (nitrosomas nel primo passaggio e nitrobacter nel secondo passaggio) partendo da acqua "sporca" ovvero carica di ammonio.
    Per tutte le specifiche: http://www.tartarugando.it/content/1...il-filtro.html
    I nitrati fino all'avvento dei materiali biologici sinterizzati pieni, non venivano smaltiti: la reazione di trasformazione dei nitriti a azoto libero avviene soltanto a tensioni di ossigeno molto basse, difficili da ottenere in filtri aerobi come quelli esterni.
    Però all'interno di un materiale pieno sinterizzato è stato dimostrato che i batteri anaerobi possono vivere, contribuendo ad abbassare la concentrazione anche di nitrati (assieme alle eventuali piante).
    Quindi l’ultimo comparto, quello che il flusso d’acqua attraversa per ultimo, vanno posti materiali idonei e ad alte prestazioni, in modo da avere sempre acqua pulita e sicura per i nostri animali.
    Uno sguardo anche alla filtrazione chimica: non è fondamentale con questo genere di animali e chi scrive sconsiglia l’uso sistematico di carbone e/o zeolite. Il carbone può essere utilizzato in particolari situazioni, quali quella di trattamento farmacologico degli ospiti in vasca, per evitare concentrazioni elevate di farmaco o per l’adsorbimento di altre sostanze dannose nell'acqua.


    4. SCHEMI SPECIFICI DI FILTRAZIONE
    In questa sezione vedremo il funzionamento dei più comuni filtri acquistabili, cosa contengono e come eventualmente migliorare le prestazioni senza dover cambiare prodotto.



    EHEIM, serie EccoPro©

    Vantaggi
    : Materiali filtranti inclusi di alta qualità, robustezza, affidabilità, bassi consumi, silenziosità, facilità di pulizia.

    Svantaggi
    : Costo superiore alla media, forma cilindrica, sistema di chiusura da “imparare”.

    Questa serie consta di 3 modelli (2032, 2034 e 2036) con rispettivamente 1, 2 e 3 cestelli di materiali. Tutti comprendono un prefiltro a “ciambella” fatto di spugna a grana medio-grande, molto pratico da pulire visto il suo posizionamento in alto. Nessuno di questi filtri è dotato di spraybar all'origine, ma solo di tubo di aspirazione e rimessa in plastica rigida.
    Potremo facilmente abbinarci comunque una spraybar di altra marca di diametro compatibile.
    Nel 2232 è presente un solo cestello con SubstratPro©, un materiale sinterizzato di ottima fattura e durabilità, in forma di sferette.
    Nel 2234 oltre al cestello di SubstratPro© è presente un cestello di MechPro©, un materiale plastico nero a forma di spirale a funzione meccanica. Da posizionarsi sotto al cestello di SubstratPro©, ovvero l’acqua lo incontra prima.
    Nel 2236 sono presenti 3 cestelli, che dal basso verso l’alto comprendono: MechPro©, BioMech© (un ibrido tra un materiale biologico e uno meccanico) e SubstratPro©.
    Questa serie non necessita di miglioramenti a livello di filtrazione biologica e riesce a sostenere un discreto numero di litri con risultati ottimi anche in ambito di tartarughe.
    Volendo esagerare si può configurare un 2236 con tutte sfere sinterizzate, togliendo il BioMech©.
    Eheim ecco pro 2036 modificato con materiali sinterizzati




    EHEIM, Serie Classic©

    Vantaggi
    : solidità, affidabilità, qualità costruttiva.

    Svantaggi
    : mancanza di materiali filtranti all'acquisto, progetto datato, scomodità nella manutenzione, forma cilindrica.

    La serie Classic© è uno dei capisaldi della famiglia EHEIM. Prodotti da ormai diversi decenni sono un prodotto solido ed affidabile costruito con cura.
    Non hanno motori ottimizzati per i bassi consumi, quindi risultano un po’ più “affamati” di energia rispetto ad altri concorrenti. Il loro problema più grande è di solito la completa o parziale mancanza di materiali filtranti.
    Anche le vibrazioni non sono così smorzate e possono risultare fastidiosi i ronzii provenienti dalla testata.
    Alcuni mancano anche dei rubinetti di regolazione del flusso (acquistabili a parte), utilissimi in caso di pulizia o di volontaria regolazione del getto.
    Quindi la scelta dei materiali interni è lasciata del tutto libera. Per queste unità è consigliabile seguire un’impostazione classica, con le spugne poste sotto tutti gli altri materiali, con grane variabili dalla più grande (più in basso) alla più fine (più in alto).
    Al di sopra delle spugne si consiglia di mettere subito materiale biologico ad alta porosità. Se il budget non lo consente è possibile mettere uno strato “cuscinetto” di materiale ceramico o plastico (tipo bioballs) che tenderà a fermare le polveri proteggendo i materiali sinterizzati.
    La capacità biologica reale di queste unità non è determinabile, dipendendo strettamente da quali e quanti materiali disporremo al suo interno. Ricordiamo che molti materiali significano un grande volume di filtrazione, ma ogni pezzo che inseriamo all'interno costituisce un ostacolo al flusso dell’acqua, che risulterà rallentato.
    Si consiglia quindi di valutare la quantità da inserire tenendo conto anche di questo aspetto.
    Schema di filtrazione Eheim classic 2213 con materiali sinterizzati




    EHEIM, serie Professionel©

    Vantaggi
    : alte prestazioni, affidabilità, basso consumo, solidità, silenziosità, ottima qualità costruttiva.

    Svantaggi
    : costo elevato, non tutti comprendono materiali filtranti.

    Questa rappresenta la serie di fascia alta di Eheim e ne sono state presentate negli anni varie versioni (Professionel©, Professionel II©, attualmente Professionel III©).
    Ci focalizzeremo sulla descrizione dei modelli più recenti.
    Attualmente esistono il 2071, il 2073 e il 2075, disponibili anche nelle versioni T, indicanti la presenza di riscaldatore integrato.
    Tutti presentano un prefiltro quadrato con spugna meccanica a grana media posizionata in alto, facilmente rimovibile per la manutenzione. All'ingresso dalla testata l’acqua incontra prima questo strato che blocca le parti più grossolane, dopodiché l’acqua scorre sulle pareti del corpo fino a raggiungere il fondo dove bruscamente cambia direzione per risalire attraverso i cestelli.
    Il 2071 offre 2 cestelli, spesso viene proposto già corredato di materiale filtrante; nello specifico il cestello in basso contiene MechPro© e il cestello in alto SubstratPro©.
    Il 2073 invece ha 3 cestelli, contenenti MechPro©, BioMech©, e SubstratPro© in questo ordine.
    Il 2075 offre ben 4 cestelli, in ordine MechPro©, MechPro©, BioMech©, SubstratPro©.
    In nessuno di questi è necessaria una vera e propria modifica per un utilizzo ottimale; l’unica che può essere effettuata è quella di sostituire un cestello di MechPro© del 2075 con uno di SubstratPro©, arrivando allo schema: MechPro©, BioMech©, SubstratPro©, SubstratPro©.
    Con quest’ultimo si possono mantenere acquari di grandi dimensioni e con popolazione abbondante.
    Gamma professionel, fascia alta di Eheim, alcuni completi di materiali filtranti, altri da equipaggiare




    TETRATEC, serie EX©

    Vantaggi
    : costo molto accessibile; praticità dei rubinetti, forma regolare.

    Svantaggi
    : consumi, setup da cambiare, assenza di materiali ad alte prestazioni, plastiche economiche.

    Della Tetra esistono più modelli, tutti appartenenti alla stessa linea, che variano in base alle prestazioni desiderate: c’è il modello EX400 (per acquari fino a 80 litri), il modello EX600 (per acquari fino a 120 litri), il modello EX700 (per acquari fino a 250 litri), il modello EX1200 (per acquari fino a 500 litri), e infine il modello EX2400 (per acquari fino a 1000 litri).

    Nel modello EX400 sono presenti 2 cestelli contenti spugna a maglie larghe, carbone attivo e ovatta nel cestello più in alto; cannolicchi in ceramica e spugna a maglie larghe nel cestello più in basso.
    Il modello EX600 ospita tre cestelli: spugna a maglie larghe, carbone attivo e ovatta nel cestello più in alto; bioballs (sfera in plastica per il filtraggio meccanico) nel cestello di mezzo; cannolicchi in ceramica e spugna a maglie larghe nel cestello più in basso.
    I modelli EX700, EX1200, EX2400 invece hanno 4 cestelli che comprendono: spugna a maglie larghe, carbone attivo e ovatta nel cestello più alto; due spugne a maglie larghe nel cestello inferiore; bioballs nel cestello inferiore ancora; cannolicchi in ceramica e spugna a maglie larghe nel cestello più in basso.
    Il funzionamento è pressoché identico in tutti i modelli.
    La differenza sta nella portata della pompa e dal numero di cestelli (di conseguenza aumenta il volume filtrante del filtro stesso). L’acqua viene pescata dall'apposito tubo di pescaggio, che ha all'estremità una pratica griglia per evitare spiacevoli incidenti a causa dell’aspirazione, e precipita tramite un canale segmentato nei vari cestelli, nel fondo del filtro.
    L’acqua, risalendo, incontra il primo cestello con cannolicchi ceramici e spugne, passando (ove previsto) per il cestello con bioballs, quindi attraversa ancora spugne e carboni. L’acqua viene rimessa in vasca attraverso una spray bar in plexiglass rigido.
    E’ presente un comodo sistema di rubinetti che permettono un’approssimativa regolazione del flusso, che all'occorrenza possiamo bloccare completamente, e un sistema di chiusura in sicurezza dei rubinetti stessi che ci permette di staccarli dal corpo filtro per la manutenzione.

    E’ una serie datata in cui le spugne rappresentano i materiali biologici, quindi con un rendimento globale molto scarso.
    Chi si appresta ad acquistare un filtro TetraTec deve essere consapevole di dover modificare radicalmente il setup: considerando i modelli EX700, EX1200 ed EX2400 che probabilmente sono gli unici competitivi, grazie alla presenza di ben 4 cestelli, si dovranno predisporre i cestelli in questo ordine, dal basso: spugne a maglie larghe ed ovatta/lana perlon (acquistabile a parte) nel primo cestello; bioballs nel secondo cestello; cannolicchi in ceramica nel terzo cestello; cannolicchi sinterizzati (da acquistare a parte) nel quarto cestello. Per ottenere prestazioni più elevate si possono eliminare i cannolicchi ceramici nel terzo cestello e sostituirli con altro materiale sinterizzato (cavo nel terzo cestello e pieno nel quarto cestello).
    La capacità reale di mantenimento di tanti litri è pertanto legata sia alla presenza/assenza dei materiali sinterizzati, sia alla loro disposizione all'interno dei cestelli.
    In caso di avvenuta modifica le capacità nominali della casa sono del tutto sottostimate.
    Tetra EX700 completo di materiali filtranti nell'ordine corretto




    ASKOLL, serie Pratiko©


    Vantaggi
    : Praticità, buona qualità di costruzione, consumi nella media, forma regolare, i New Generation sono completi.

    Svantaggi
    : Vibrazioni avvertibili, tubi corrugati che possono risultare scomodi, nella vecchia generazione assenza di materiali ad alte prestazioni.

    La ditta Askoll produce una linea di filtri, i Pratiko, completi e performanti. Abbiamo i Pratiko New Generation dotati di materiali filtranti ottimi che non necessitano di modifiche (riconoscibili dalla rubinetteria rossa).
    In commercio, però si trovano ancora Pratiko di vecchia concezione i quali necessitano di un surplus circa i materiali biologici per ottenere prestazioni ottimali.
    Ci sono diversi modelli della linea New Generation: il Pratiko 100 (per acquari fino a 100 litri), il Pratiko 200 (per acquari fino a 200 litri), il Pratiko 300 (per acquari fino a 300 litri), il Pratiko 400 (per acquari fino a 400 litri), il Pratiko 1500 (per grossi acquari fino a 1500 litri).
    Nel Pratiko 100 c’è uno scompartimento laterale adibito esclusivamente alle spugne di cui 4 a maglie larghe e 1 a maglie fine. In più sono presenti due cestelli: nel primo c’è il carbone Adsorbor© (semplice carbone attivo); nel secondo abbiamo i cannolicchi Puremax© (cannolicchi in materiale cavo sinterizzato).
    Nel Pratiko 200 c’è ancora lo scompartimento laterale per le spugne e tre cestelli: il primo contiene il carbone Adsorbor©; il secondo cestello contiene i cannolicchi Puremax©; il terzo contiene le pietre Purelava© (materiale pieno lavico poroso).
    Nel Pratiko 300 c’è lo scompartimento laterale per le spugne e tre cestelli: nel primo c’è una quantità doppia di carbone Adsorbor© rispetto ai modelli precedenti; nel secondo c’è una quantità doppia di cannolicchi Puremax; nel terzo c’è una quantità doppia di pietre Purelava©.
    Nel Pratiko 400, invece, c’è ancora lo scompartimento laterale delle spugne ma ci sono in totale 4 cestelli: nel primo c’è il doppio quantitativo di carbone Adsorbor©; nel secondo c’è ancora un doppio quantitativo di carbone Adsorbor©; nel terzo c’è il doppio quantitativo di cannolicchi Puremax©; infine nel quarto cestello c’è il doppio quantitativo di pietre Purelava©.
    La disposizione dei materiali secondo manuale d’uso è quella raccomandabile per la linea New Generation
    La vecchia linea dei Pratiko invece contiene i cannolicchi Biomax©, piuttosto che Puremax© e Purelava©, che garantiscono una resa minore. Quindi i vecchi Pratiko possono essere potenziati da un punto di vista biologico con l’aggiunta di materiali sinterizzati ad alta porosità in sostituzione di Biomax© e carbone.
    Consigliamo comunque (sia nei vecchia generazione che nei New Generation) di non mettere carboni nel filtro ma di usare piuttosto ancora materiali biologici, per offrire ancora più superficie di insediamento ai batteri utili.

    Nei filtri Pratiko l’acqua viene pescata dalla vasca e confluisce direttamente nello scomparto laterale, dove incontra le spugne. Dal basso, poi, risale passando per i vari cestelli e incontrando i vari materiali filtranti. Andando poi infine, nell'“imbuto” della girante, viene spinta nel tubo di uscita.
    I filtri della serie Pratiko hanno una leva dello starter che permette di aspirare l’acqua per riempire tubi e corpo filtro. Prima di attaccare la presa alla corrente bisogna tirare in alto e rilasciare per più volte fino a quando non si percepisce una certa resistenza dell’acqua stessa. Solo in quel caso bisogna far partire il filtro. Viceversa, grazie al sistema AcquaStop© alzando completamente la leva si blocca il flusso ed è possibile staccare i rubinetti per la eventuale manutenzione.
    Linea Pratiko confronto new generation con old generation, materiali completi ed efficienti



    ASKOLL, serie KUBO©


    Vantaggi
    : prestazioni elevate, consumi, ingombri ridotti, controllo elettronico, silenziosità.

    Svantaggi
    : costo estremamente elevato.

    Piuttosto recente è l’entrata in commercio della serie Kubo, in due versioni: G3 (per acquari fino a 300 litri) e il G6 (per acquari fino a 600 litri). Nonostante siano rivolti ad acquari “piccoli” hanno un costo decisamente elevato. Questo perché innanzitutto hanno un sistema elettronico di monitoraggio dello stato dell’acqua, in particolare della conducibilità, della portata e della temperatura. Per esempio i filtri Kubo, rilevando un’alta conducibilità avvisano che è il momento di fare un cambio parziale, per abbassare la presenza di sostanze nocive.
    Altri elementi di novità sono: un sistema di circolo dell’acqua diverso dai classici filtri, in particolare l’acqua viene pescata dalla vasca e passa subito attraverso una gabbia a prova di ostruzione per trattenere le impurità grossolane; successivamente viene aspirata lungo un percorso che devia l’acqua in tantissime direzioni permettendo una filtrazione meccanica ad alto livello; l’acqua attraversa una serie di cartucce chimiche (anti fosfati, anti nitrati) per poi passare attraverso i cestelli che contengono Biox©, un materiale particolare ad altissima porosità; infine il flusso d’acqua viene gettato in acqua e deviato dalla particolare forma della spray bar.
    E’ un filtro all'avanguardia, sicuramente avanzato, ma dato il costo proibitivo è meglio optare per filtri che a parità di costo hanno un volume di filtrazione maggiore.
    Sistema Kubo di filtrazione Askoll con materiali di alta qualità e controllo elettonico



    EDEN, serie 500©

    Vantaggi
    : costo contenuto, forma, silenziosità

    Svantaggi
    : assenza di materiali biologici ad alta porosità, consumi, praticità, qualità costruttiva, manutenzione frequente, piccola capacità, assenza di rubinetti di regolazione.

    Eden propone una serie di filtri dalla forma un po’ anticonvenzionale e dal costo non elevato. Per contro però l’efficienza di questi filtri per una vasca di tartarughe è piuttosto limitata.
    Attualmente sono sul mercato diversi modelli, dal piccolo 501 al più capiente 522, passando per 511 e 521.
    L’Eden 501 rappresenta per molti la possibilità di acquistare un filtro esterno a poco prezzo, ma il risultato potrebbe essere scoraggiante.
    Questa piccola unità monta un motore da 300 l/h e tubi di diametro 9-12 mm, inferiori allo standard dei 12-16 della maggior parte dei filtri di fascia media. Questo è già un limite in quanto un tubo intasato limita parecchio il flusso e questi tubi si intasano in poco tempo.
    In più il 501 abbraccia ancora la filosofia delle spugne biologiche: la casa propone di mettere prima i cannolicchi ceramici che trattengano il materiale grossolano e poi una spugna che protegge l’aspirazione della girante in cui si insedieranno i batteri. Per chi scrive l’opzione migliore –quasi unica- per l’utilizzo di questo filtro è quella di comprare ex-novo i materiali, dalle spugne ai cannolicchi (in vetro sinterizzato) Schema modificato di eden 501 con materiale sinterizzatoe allestire il tutto secondo lo schema a fianco.
    Tutti i fratelli maggiori del 501 invece adottano una filosofia differente di filtraggio: qui le spugne sono finalmente utilizzate come filtro meccanico, ma le tre camere separate danno origine ad un “ricircolo” di acqua che dovrebbe, nelle intenzioni del costruttore, garantire un migliore filtraggio biologico.
    Anche qui si consiglia di acquistare materiali ad alte prestazioni per soppiantare i cannolicchi in ceramica che si trovano in confezione. Questi filtri non offrono un grande volume utile, quindi bisogna massimizzare quello che si ha. Nello specifico si consigliano sfere piene sinterizzate o pietre sinterizzate, così da avere grande superficie in poco volume.
    Se si è intenzionati comunque a prendere materiali sinterizzati in forma di cannolicchio, si consigliano le versioni “mini” dei prodotti.
    Volendo potenziare ulteriormente il comparto biologico di questi filtri si può rinunciare alla spugna del secondo scomparto, aggiungendo ancora materiali biologici.
    Eden serie 500, da sinistra: 511, 521 e 522




    JBL, serie CristalProfi© GreenLine

    Vantaggi
    : Prezzo competitivo, materiali sinterizzati di serie, silenziosità, facilità di pulizia, forma.

    Svantaggi
    : qualità delle plastiche, consumi.

    La JBL offre una serie, la GreenLine, che deriva direttamente dalla vecchia serie di filtri in commercio ormai da tempo (700, 900, 1500) però ottimizzandone i consumi, riducendone la rumorosità e implementando di serie materiali sinterizzati.
    La vecchia serie adottava le spugne biologiche, con un rendimento molto basso in termini di capacità filtrante. La nuova serie invece ha all'interno i MicroMec©, piccole sfere sinterizzate che promettono superfici da urlo per la colonizzazione batterica.
    E questi filtri sono pronti così come si comprano per offrire ottime performances di pulizia. Qualcuno potrà pensare che il filtro sembra “vuoto” con i materiali che arrivano in confezione: effettivamente non sono quantitativamente impressionanti, ma la possibilità di integrare altro materiale c’è e può essere una soluzione per vasche anche più grandi/più popolate.
    Vige sempre la regola che più materiale andiamo ad inserire minore sarà il flusso, in quanto ostacolato. Le portate delle pompe ricordiamo che sono NOMINALI, ovvero calcolate con filtro vuoto e senza ostacoli.
    JBL e 1501 con impostazione di fabbrica e materiali sinterizzati
    Nel dettaglio: il JBL e701 promette di mantenere pulite vasche sino a 200 litri. L’acqua entra nel filtro e subito in testa trova un cestello tripartito che ospita due spugne a grana grossa lateralmente e una a grana fine centralmente.
    Le due laterali non sono altro che il prefiltro, posto a trattenere rifiuti grossolani come avanzi di cibo, alghe, frammenti vegetali. Quella centrale protegge la girante da un eccesso di sporco.
    Dopodiché l’acqua scorre lungo il corpo del filtro, esternamente ai cestelli, fino al fondo, dove cambia direzione risalendo all'interno dei cestelli e quindi attraverso ai materiali filtranti.


    Nel e701 sono presenti 2 cestelli, uno ripieno di MicroMec©, l’altro di CerMec© (cannolicchi ceramici).

    Il cestello più in basso ovviamente contiene CerMec© per una pulizia dalle polveri sospese e quello superiore il MicroMec©, per la filtrazione biologica.
    Il modello e901 aggiunge un cestello ai 2 presenti
    nel 701, anch'esso ripieno di MicroMec©. Quindi, dal basso, abbiamo: CerMec©, MicroMec©, MicroMec©.
    Il JBL CristalProfi e1501 ha sempre 3 cestelli (più il prefiltro) ma di capacità superiore rispetto a quelli del 901. Anche qui abbiamo un cestello di CerMec© in basso e 2 di MicroMec© più in alto.
    Questa linea di filtri ha un sistema di autoinnesco per il primo riempimento, un sistema di blocco del flusso per la manutenzione e la possibilità di sganciare i tubi per pulire il corpo filtro.
    La qualità dei materiali è discreta ma qualche particolare il plastica (raccordo tubi, leve di stop del flusso) potrebbero essere fatti meglio, appaiono un po’ fragili.


    HYDOR, serie Prime©

    Vantaggi
    : Prezzo competitivo

    Svantaggi
    : volume filtrante troppo piccolo, materiali scadenti, consumo, vibrazioni avvertibili, materiale biologico non incluso, manutenzione poco agevole.

    La serie Prime della Hydor consta di tre modelli: Prime 10 (per acquari fino a 150 litri), Prime 20 (per acquari fino a 250 litri), Prime 30 (per acquari fino a 450 litri).
    Nonostante, però, l’apparente capacità massima sia elevata, questa tipologia di filtri non è adatta ad acquari molto grossi.
    La struttura del filtro è molto basilare: non presenta cestelli ma solo una “camera” che contiene i materiali filtranti; rubinetteria semplice; manca una spray bar (che eventualmente è possibile soppiantare con una compatibile).
    Un sistema semplice ma funzionale è rappresentato dalla camera di innesco: è possibile infatti svitare il tappo presente sulla testa del filtro e riempire tutto il filtro con acqua versata con un imbuto per esempio; successivamente collegando il Prime alla corrente elettrica si dovrebbe notare subito la partenza del filtro, con l’espulsione dell’aria accumulatasi al suo interno in fase di riempimento.

    Come materiale standard sono inclusi nel filtro una spugna a grana grossa, una spugna a grana fine, della lana perlon, un sacchetto di carbone attivo Activated Carbon Freshwater© e un sacchetto di Natural Zeolite©.
    Sono esclusi qualsivoglia tipo di cannolicchi.

    La predisposizione migliore per l’Hydor Prime sarebbe: spugna in fondo al cestello, un po’ di lana subito sopra e lo spazio rimanente (poco direi) va riempito con cannolicchi in vetro sinterizzato.
    Il grosso problema sta nella manutenzione: quando si dovranno pulire le spugne e/o sostituire la lana si dovrà necessariamente muovere il comparto biologico soprastante. Si consiglia pertanto di predisporre in una retina facilmente asportabile i materiali biologici, evitando di maneggiarli troppo.
    Hydor prime con materiali migliorati



    HYDOR serie Professional©

    Vantaggi: Buona qualità dei materiali, vasta gamma, materiali filtranti completi, forma e ingombro.

    Svantaggi: consumi leggermente superiori alla media della categoria, prezzo.

    Tutt'altra storia è la serie Professional, che comprende 5 modelli: Il Professional 150 (per acquari fino a 150 litri), Professional 250 (per acquari fino a 250 litri), Professional 350 (per acquari fino a 350 litri), Professional 450 (per acquari fino a 450 litri), Professional 600 (per acquari fino a 600 litri).
    Il funzionamento è uguale per tutti i modelli. Cambiano soltanto il numero dei cestelli (il modello 150 ha 2 vani filtro, i modelli 250 e 350 hanno 3 vani filtro, il modello 450 ha 4 vani filtro, il modello 600 ha ben 5 vani filtro) e tutti contengono una griglia prefiltro al di sopra dei cestelli;
    Sono compresi di serie: Natural Zeolite©, Activated Carbon Freshwater©, Sintered Quartz Bio-Rings© (cannolicchi in vetro sinterizzato ad alta porosità), una spugna a grana grossa, una lana a grana finissima, una spugna metà a grana fine e metà lana finissima, una griglia a protezione del tubo di aspirazione, una spray bar.
    Tutti hanno rubinetti regolabili con possibilità di blocco totale del flusso e sganciamento della rubinetteria per la manutenzione.

    Il filtro Hydor Professional potrebbe andare bene così come impostato dalla fabbrica. Eventualmente, per migliorarne le prestazioni, è possibile sostituire la zeolite e i carboni attivi con materiale sinterizzato pieno (come le sfere o le pietre).
    Hydor professional completi di materiali ad alte prestazioni



    Appendice A: Manutenzione

    La manutenzione del filtro è fondamentale per assicurare performances durature nel tempo ed evitare l’usura precoce del filtro stesso.
    Ricordiamo che fare manutenzione costa meno dell’acquisto di un nuovo oggetto.
    Non esiste un intervallo di tempo fisso per la manutenzione dei materiali filtranti: si prende convenzionalmente a riferimento il calo della portata della pompa: se butta altro che un filo d’acqua, c’è decisamente da pulire.
    Ma cosa si pulisce?
    Primariamente i materiali meccanici, come le spugne, poi si dovrà sostituire l’eventuale lana/ovatta filtrante se intasata di sporco e non dimentichiamo i tubi. Spesso una pulizia dei tubi può risolvere parecchio.
    Vediamo la pulizia di ogni elemento:
    Le spugne possiamo lavarle anche con acqua corrente di rubinetto (la colonia batterica è davvero minima) o se troppo intasate possiamo sostituirle. La lana perlon è bene cambiarla direttamente in quanto di difficile pulizia.
    Le Bioballs e i cannolicchi invece dobbiamo leggermente sciacquarli con acqua prelevata dell'acquario, o dai cestelli stessi o se hanno le retine iniziali.
    Per pulire i tubi da eventuali alghe o residui vari possiamo usare acqua corrente ad alta pressione, uno scovolino (anche un banale filo di ferro con all'estremità una pezza o un nodo) o un compressore.

    E’ buona norma ingrassare periodicamente (2-3 volte l’anno) la guarnizione di testata con vasellina e smontare delicatamente la girante: prima rimuovere la protezione, e poi delicatamente estrarre l'albero-girante. Possiamo lavare e sgrassare se vogliamo.
    Al riavvio dobbiamo procedere per l’innesco di filtro: se i sistemi di pescaggio falliscono si consiglia di riempire manualmente il corpo filtro e avviare. Un forte rumore d’aria espulsa potrebbe provenire dal filtro e andrà affievolendosi nei minuti/ore successive. Una leggera scossa al corpo filtro aiuterà ad eliminare tuta l’aria rimasta.



    Appendice B: schemi di filtrazione “speciali”

    Non sempre quando si imposta una regola significa che tutto debba necessariamente andare per il verso migliore.
    Tutti i setup esposti finora sono da ritenersi più che validi in un classico setup INDOOR. Oltretutto i filtri qui presentati sono tutti garantiti solo per un uso domestico.
    Però c’è la concreta possibilità di utilizzo di questi dispositivi anche in vasche all'aperto, anche se si potrebbe incontrare qualche difficoltà ulteriore.
    Vediamo come si può tentare di risolvere:
    Una vasca all'aperto classicamente soffre di un elemento determinante… il sole. Per il benessere dei nostri animali è sacrosanto che la luce solare non venga ostacolata né filtrata, ma il sole è anche l’elemento essenziale per la crescita delle odiatissime alghe. E queste possono causare più di un problema ai nostri rigidi schemi filtranti domestici.
    Una delle soluzione che ci sentiamo di consigliare è quella di adottare uno stadio meccanico più grossolano delle spugne stesse, andando a sovvertire un pochino quel “dogma” delle spugne davanti a tutto.Infatti le spugne all'aperto si intasano a ritmiSchema utile per vasche all'esterno in cui ci sia necessità di fermare le alghe ed evitare troppa manutenzione record, costringendo a pulizie frequenti. Per non parlare della lana, da evitarsi a tutti i costi, pena manutenzione settimanale (se va bene).
    Quindi cosa fare?
    Lo stadio meccanico più grossolano e più semplice da realizzare è un sistema di cunicoli che trattenga prima delle spugne residui di alghe, foglie, feci e può essere costituito da semplici cannolicchi in ceramica. Si raccomanda per questo stadio l’utilizzo di cannolicchi grandi, non le versioni mini (che sarebbero
    controproducenti).
    Un altro dogma da sfatare: questi cannolicchi DEVONO essere puliti in occasione della manutenzione delle spugne; infatti non sono altro che ostacoli meccanici ai frammenti.







    Testo ed elaborazione immagini: Giulio (Leonida89) ed Enrico (Acquarion).
    Si ringrazia per la collaborazione tutti coloro che ci hanno fornito idee e materiale.
    Tutti i diritti sono riservati ai marchi e aziende citate.
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